Sicurezza
Vertice sull’emergenza cinghiali
Ungulati, i sindaci potranno emettere ordinanze per limitare i rischi
PORTOFERRAIO. Sindaci elbani più “interventisti” d'ora in poi: potranno emanare ordinanze per agire rapidamente facendo così fronte all’emergenza cinghiali, facendo intervenire la polizia provinciale con squadre ad hoc.
Il tutto per contenere o abbattere gli ungulati, che minacciano una parte specifica di territorio isolano. Una decisione nata in una riunione convocata da Giovanni Daveti, rappresentante del governo, presso la vice prefettura dell'Elba a cui hanno partecipato ieri mattina tutti gli enti interessati a partire dal dottor Freschi in rappresentanza della Regione Toscana. La riunione si è tenuta nella sede della vice prefettura ell’Elba in viale Elba, a Portoferraio.
Dal vertice è così scaturita la novità che stabilisce soluzioni concrete, considerate le pluriennali e note criticità dell’Elba colpita dall’eccessiva presenza di tali animali selvatici. Gli ungulati, è noto, sono in grado di provocare disagi e panico tra gli abitanti o gli ospiti, pericolo per la circolazione stradale, danni alle colture e altro.
Il potere ai sindaci lo dà l’articolo 54 del testo unico delle leggi sulla pubblica sicurezza di un regio decreto del 1931, modificato nel 2008, che consente tale azione urgente, se è minacciata la incolumità pubblica. Pertanto lo stato di allarme potrà essere gestito localmente dal primo cittadino, sentite celermente le autorità del settore, in aggiunta a quanto previsto dalla legge della regione Toscana n° 10 del 2015 in fatto di emergenze cinghiali.
Diramata l'ordinanza, la stessa varrà 40 giorni e in quel periodo agiranno le squadre degli abilitati a tale caccia, operanti nell’Atc 10 (Ambito territoriale di caccia) e le forze dell’ordine del territorio comunale interessato, vigileranno strade e zone nei pressi dell'intervento. I capi abbattuti saranno ritirati dagli stessi protagonisti dell'operazione a titolo d'indennizzo.
Stefano Bramanti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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