Gioco
Torna la guerra della musica Poche deroghe, stop a mezzanotte
I gestori si lamentano: non c’è la volontà di puntare sul turismo e di dare nuove opportunità di lavoro Cerchiamo sempre di venire incontro ai residenti, ma viviamo terrorizzati dalle possibili sanzioni
PIOMBINO. Torna l'estate. Il sole, il mare, e le serate all’aperto, magari sorseggiando una bevuta accompagnata da una buona musica, regolamento acustico alla mano. La prima cosa da mettere in chiaro è la mancanza di novità rispetto alla passata stagione, nonostante sia in corso la gara per la revisione del piano di classificazione acustica, che però non sarà pronta per questa estate. Per chiarire: la legge obbliga i Comuni ad aggiornare il piano sulla base del regolamento urbanistico, che a Piombino è stato approvato nel 2014, innescando l’aggiornamento anche del piano acustico, spesa messa in cantiere con l’ultima variazione di bilancio.
Regolamento regionale. A ogni modo è la Regione a decidere il numero delle deroghe sulla base del regolamento acustico approvato nel 2014. Praticamente qualsiasi iniziativa musicale, ad eccezione della melodia in filodiffusione, supera i decibel normalmente consentiti. Per questo motivo risulta fondamentale capire quante deroghe siano concesse a un locale rispetto a un altro. A dire il vero la Regione non fa distinzioni sugli esercizi, ma soltanto sulle diverse aree urbane, divise in “classi”. Per capirsi sono previsti 20 giorni di deroga per la classe III: 10 su iniziativa di privati, 10 per eventi pubblici. Il centro storico di Piombino, dov’è concentrata la stragrande maggioranza di locali che fanno musica, è appunto classe III.
L’interpretazione del Comune di Piombino. «Se ci attenessimo al regolamento regionale dovremmo parlare di dieci deroghe per tutto il centro storico - spiega Cristina Pollegione, dell’ufficio comunale Servizio ambiente - In realtà il Comune di Piombino ha dato un’interpretazione più larga alla regola, suddividendo l’area, con il supporto di Arpat, e considerando i differenti recettori, in ulteriori zone».
Ecco allora come il Barrino di viale del Popolo si dividerà le 10 giornate di deroga con il Pro Patria, mentre sono tre i locali (Abbè, Brulotto e Rocchetta) a distribuirsi le dieci deroghe nella zona compresa tra piazza Bovio e piazzetta del Mare.
«Senza dimenticare quegli eventi organizzati da privati ma patrocinati ad esempio dal Comune che rientrano quindi nelle deroghe di iniziativa pubblica - precisa Pollegione - Oppure gli appuntamenti come la Notte bianca che, per il carattere di straordinarietà, non rientrano tra le deroghe, ma vengono concessi dietro diretta autorizzazione del sindaco». Il tutto fermo restando orari e decibel consentiti: 70 decibel dalle 10 alle 22, 60 decibel dalle 22 a mezzanotte.
C’è infine un altro caso particolare da considerare e riguarda quegli eventi musicali che superino i decibel previsti e che vadano oltre la mezzanotte. Per loro è necessario inoltrare domanda al sindaco, corredata da apposita relazione, per l’approvazione dietro parere preventivo dell'Asl.
Cosa dicono i gestori. Di fronte all’assenza di novità rispetto alla passata estate, non mancano i malumori tra i gestori dei locali del centro storico. «Più che il numero delle serate, che sono poche, è vero, mi preoccupano i decibel - afferma Manuel Madau del Barrino - Già l'anno scorso prendemmo una multa e in effetti ci vuol niente per essere puniti. Per quest’estate, cercando di venire incontro ai residenti, abbiamo spostato la pedana musicale di 30 metri, ma sono sincero: facciamo musica con l’ansia, terrorizzati dalle sanzioni».
Ancora più duro l’affondo del Brulotto: «Combattiamo contro i mulini a vento - dice Riccardo Mariotti - Il fatto è chiaro: se riesci a far musica fino a tardi, la gente resta a Piombino, altrimenti va altrove. È vero che la Regione ha un regolamento, ma sta ai Comuni metterlo o meno in pratica; Viareggio ad esempio, ma anche Follonica, concedono molte deroghe. Piombino no. Ci vorrebbe un intervento politico. Sono sfiduciato, perché non vedo la volontà di migliorare, di puntare sul turismo come risorsa e opportunità lavorativa per tanti piombinesi».
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