Il dolore
Alla riscoperta del Washington
Il gruppo sub Lega Navale ha in programma di fare un’immersione sul relitto
PIOMBINO. Un’immersione per il centenario dell’affondamento del piroscafo Washington (23/05/1916). La organizza il gruppo subacqueo della Lega Navale di Piombino domenica 22 maggio (condizioni meteo permettendo). «Il relitto – spiega, per la Lega Navale, Sandro Leonelli che insieme a Cinzia Capotosti ha realizzato il libro “Memorie d'Acqua” (in collaborazione con Alessandro Dondoli) dedicato anche ai relitti presenti sui nostri fondali – si trova tra Palmaiola e il Cavo. Nel 2003, in un’operazione congiunta del nucleo subacqueo della Soprintendenza archeologica della Toscana e il gruppo subacqueo della Lega Navale Italiana di Piombino è stato ufficialmente registrato e indagato. I diari e le fotografie d’epoca ci sono state messe a disposizione dall’ufficio storico della marina militare».
Questi relitti aprono uno spaccato sulla vita di tanti uomini di mare, daun passato che non è poi così lontano. «Uomini sul fondo – ricorda Sandro Leonelli – la vita per un agguato; questa era la logorante esistenza dei sommergibilisti: in lotta contro l’ossessione di vivere, rinchiusi in scatole di ferro, sprofondati negli abissi, braccati dal nemico, troppo spesso mai conosciuti dall'opinione pubblica. I sommergibili di costruzione tedesca erano il fiore all'occhiello dell’impero, si potevano permettere un’ottima velocità di crociera anche a quota periscopica e con le batterie completamente cariche, eccellente autonomia. Il loro miglior impiego fu quello di usarli verso obiettivi come bersagli costieri e navi mercantili al fine di rallentare l’afflusso di materiali e rifornimenti verso il fronte di guerra. Infatti – aggiunge Leonelli – riuscirono ad affondare nel corso della grande guerra 6000 navi, più del doppio rispetto a quelli affondati dai suoi successori nella Seconda guerra mondiale. La loro azione non va però valutata solo dal numero delle navi affondate, ma anche dallo scompiglio e al terrore causato alla navigazione commerciale, arrivando inaspettati, piombando nel mezzo di un traffico senza nessuna scorta. Inoltre si contraddistinsero per l'enorme valore umano dimostratosi con gli equipaggi imbarcati sulle navi nemiche. Le convenzioni prevedevano che i marinai venissero trattenuti a bordo e sbarcati come prigionieri, mentre i civili venivano lasciati liberi sulle scialuppe, anche se non mancarono polemica su certi affondamenti, come quello del transatlantico Lusitania e la nave ospedale Britannia».
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