Lutto
Ma la Uil lancia l’allarme: manca personale
Camelli fa una mappa reparto per reparto indicando le «gravi carenze di medici, infermieri e Oss»
PIOMBINO. I cittadini hanno ancora fiducia nell’ospedale, ma l’ospedale continua ad avere gravi problemi di carenza di personale. Lo sostiene Paolo Camelli (coordinatore sanità Uil Toscana) spiegando che, in base ai dati relativi al primo quadrimestre dell’anno in corso, «i cittadini hanno compreso che l’evento» dei morti in rianimazione «è un fatto da ricondurre a eventuali responsabilità soggettive e non ha intaccato la qualità offerta dal presidio di Piombino. Al 30 di aprile l’attività dell’area chirurgica di Villamarina registra 341 interventi a fronte di 329 registrati nello stesso periodo 2015. Villamarina mantiene così una posizione che lo rende tra gli ospedali più apprezzati in Area vasta: su 100 cittadini che vanno in ospedale 79 utilizzano il presidio di Piombino a fronte di una media di Area vasta di 67 per le attività di base e di 66 cittadini su 100 per le attività di media complessità a fronte di 63 in Area vasta. Se Villamarina avesse la media di Area vasta ci sarebbero altre 600 fughe con un’ulteriore perdita di 2,5 milioni di euro. Lo stesso risultato positivo Villamarina lo ottiene per le attività in Breve osservazione che evitano il ricovero improprio: 74 su 100 tornano al proprio domicilio contro una media regionale di 67».
Però, dice Camelli, a fronte di questo permangono grosse carenze di personale. Camelli fornisce i numeri reparto per reparto partendo dall’area medica: «Al pronto soccorso mancano 6 medici di cui 4 urgentemente perr garantire livelli minimi; in radiologia mancano 4 radiologi di cui 2 urgentemente; in medicina manca un medico e se non arriva saranno ridotte le attività ambulatoriali; in area chirurgica mancano due urologi e se non arrivano saranno sospesi gli interventi; al trasfusionale manca un medico e a rischio è la continuità dei prelievi; al Sert manca un medico».
Carenze anche tra gli infermieri («ne mancano 4 al pronto soccorso, 4 in chirurgia, 2 nel punto nascita, 2 in medicina, 4 nei distretti») e gli operatori sociosanitari («ne mancano 4 nel presidio«).
Val di Cornia e in particolare Villamarina poi maglia nera per l’elevato tasso di infortuni che colpiscono gli operatori, con un significativo aumento nel 2015 del 10,30%, dato che «si associa alla contemporanea presenza di un incremento di produttività del presidio del 12% a fronte di una riduzione delle ore lavorate del 10%».
Quindi l’invito al direttore generale: «Prenda atto che questa è la cruda realtà e intervenga ora per ripristinare condizioni di lavoro sostenibili e in grado di assicurare continuità dei servizi».
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