Lutto
«L’acqua è di tutti, non sono disposto a cedere quote a Iren»
Per Parodi rinunciare alla maggioranza significa tradire il mandato: la gestione del servizio deve restare ai Comuni
SUVERETO. La gestione del servizio idrico deve restare pubblica, e Suvereto per bocca del suo sindaco Giuiano Parodi, annuncia di «rigettare ogni ipotesi di cessione di quote al privato».
Infatti per il sindaco suveretano prima che dal punto di vista finanziario, la partita sulla richiesta di aumento di capitale proposto dal socio privato di Asa, «va chiarita dal punto di vista politico. Scegliere di perseguire l’idea di cedere la maggioranza a Iren – dice Parodi – la multiutility vicina al braccio destro di Renzi, Delrio e guidata dall’ex ministro del governo Monti, Francesco Profumo, significa di fatto tradire il mandato che 5 anni fa 27 milioni di italiani hanno dato alla politica, ossia la gestione del servizio idrico integrato deve rimanere solidamente sotto il controllo degli enti locali. Non basta nascondersi dietro un dito e sventolare lo spauracchio della necessità di liquidità per i necessari investimenti sulla rete idrica. I sindaci disposti a trattare con Iren abbiano il coraggio di dire ai propri cittadini che vedono nella gestione totalmente privata dell’acqua la soluzione».
Parodi cita quindi i 130 milioni di euro investiti da Asa nel periodo 2008-2015 e la previsione di altri 100 milioni di euro entro il 2026 (fine della concessione) coperti da risorse pubbliche e dalle bollette, per l’efficientamento della rete, «per cui sembra eccessivo ipotizzare un aumento di capitale di 80 milioni che porterebbe il socio privato ben oltre il 51% del capitale».
Per il sindaco suveretano dunque la realtà è che Iren «è disposta a investire in Asa solo se ne ottiene la maggioranza, in modo tale che Asa possa entrare nel suo bilancio consolidato (cioè diventare una delle società dell’universo Iren) e permettere alla stessa di partecipare alla “gara del gas” (manutenzione della rete) che per una legge dello Stato deve essere staccata dal ramo acqua mentre in Asa per 5 comuni i due servizi sono sovrapposti».
«La Regione ipotizza una gara unica per la gestione del servizio idrico – sostiene Parodi – non contenta del disastro che ha fatto con la gara unica sul trasporto locale che ha visto una società francese vincere l’appalto mettendo in seria difficoltà le aziende locali e i posti di lavoro».
«Come socio rigetto ogni ipotesi di cessione di quote al privato – è dunque la conclusione di Parodi – per coerenza politica. E in virtù del mandato di 27 milioni di italiani devo mettere in campo ogni azione che vada nella direzione della ripubblicizzazione del bene comune e non della perdita del controllo. Per quello lotterò affinché sia per ora mantenuto lo status quo (comuni 60% privato 40%) e per avviare un percorso che veda progressivamente gli enti locali allargare quel 60%».
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