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Barbetti non si fida: "I dati sui flussi turistici 2015 sono sbagliati"
Il sindaco di Capoliveri pone dubbi sull'affidabilità e la tempestività delle cifre che evidenziano per l'Elba un aumento delle presenze di solo il 2,16%
CAPOLIVERI. «O i dati del 2014 erano falsi o lo sono quelli del 2015. Non c’è via di uscita». Ruggero Barbetti, sindaco di Capoliveri e capofila della Gestione associata del turismo, non si fida dei dati ufficiali sui flussi turistici 2015 che, in virtù della riassegnazione delle competenze della Provincia di Livorno, sono stati raccolti per la prima volta dal Comune capoluogo di Livorno. Dati che, per l’area dell’arcipelago toscano, attestano un aumento del 2,16% delle presenze turistiche rispetto al 2014 e di solo lo 0,85% in termini di arrivi.
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Numeri che sono abbastanza lontani dalle previsioni degli ultimi mesi: per l’Elba si stimava un aumento delle presenze di almeno un 4% in un 2015 che era considerato anno particolarmente felice. «Felice? No, confermo che il 2015 è stato un anno fantastico, basta chiedere agli operatori del settore. E non possono essere questi dati, secondo me sbagliati, ad offuscare i buoni risultati ottenuti dall’industria del turismo elbano».
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Il sindaco del Comune capofila della Gat pone un problema di affidabilità dei dati, oltre che di tempestività, visto che i numeri sono stati elaborati quando la stagione turistica del 2016 è già iniziata. «I numeri sui flussi sono troppo discordanti rispetto a quelli che abbiamo raccolto con le compagnie di navigazione elbane: gli sbarchi sull’isola sono aumentati di circa il 3,5%. Le strutture ricettive, inoltre, hanno riscontrato un allungamento generalizzato dei periodi di soggiorno». Insomma, a Barbetti le cifre non quadrano: «Sono troppo elevate, inoltre, le differenze percentuali tra le varie aree della provincia. Non credo sia possibile che la Val di Cornia aumenti del 7% gli arrivi e l’area livornese diminuisca del 7% – aggiunge il sindaco di Capoliveri – c’è qualcosa che non va. Per l’Elba, ad esempio, può avere influito sul ridimensionamento del dato la presenza degli affitti irregolari delle seconde case. Inoltre si deve tenere conto che i numeri degli arrivi e delle presenze sono elaborati sulla base delle schedine che le strutture ricettive inviano alla questura. L’invio è obbligatorio ma per la mancata ottemperanza non sono previste sanzioni. È probabile che non tutte le strutture abbiano inviato le schede in modo adeguato e per questo il dato può essere sottodimensionato».
I dubbi messi sul piatto da Barbetti non sono particolarmente seri per una realtà turistica come quella elbana che, proprio a partire dai dati spacchettati e particolareggiati dei flussi turistici dovrebbe essere in grado di compiere analisi e strategie di marketing turistico. «Diciamo che siamo in una fase di assestamento – spiega il sindaco – le province hanno passato le competenze e non è ancora chiaro il destino della legge regionale sul turismo. Quel che speriamo è che si possa uscire da questa fase mettendo in condizioni i Comuni di avere dei dati sui flussi turistici affidabili e in tempi ragionevoli».
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