Gioco
Dall’isola carcere alle colture di qualità Il futuro di Pianosa
Ecco i dettagli della convenzione tra Parco e Università Le idee degli studenti per riqualificare gli edifici in degrado
CAMPO NELL’ELBA. Da isola di massima sicurezza, supercarcere per detenuti mafiosi sino alla fine del secolo scorso, a gioiello delle eccellenze agricole negli anni Duemila. La diramazione 'Agrippa', quella che ospitava i prigionieri ad alta pericolosità, potrebbe trasformarsi in un futuro neppure tanto lontano in residenza agricola. E non solo questa. Ma anche il Sembolello, il Giudice e la Centrale, tutti luoghi che ospitavano le carceri. E poi le cosiddette abitazioni civili nel villaggio del porto. Un cambiamento di prospettiva a 360°, insomma. E un modo particolare per recuperare un patrimonio immobiliare abbandonato al degrado, con particolare attenzione alla Villa dell’Agronomo.
Tutto questo è contenuto nello schema di convenzione stipulato proprio in questi giorni da una parte dal Dipartimento di Architettura dell'Università di Firenze e dall'altra dal Parco nazionale dell'Arcipelago.
Si tratta di un progetto complesso per la cui realizzazione c'è bisogno di diverso tempo, il cui scopo principale è quello di «riqualificare in termini di sostenibilità» l'ex isola del diavolo cominciando con il recupero dell'abitato del porto, delle diramazioni adibite a carcere e vedere la fattibilità se sia possibile introdurre in questo contesto “residenze agricole” tali da poter valorizzare il terreno dell'isola più piatta dell'arcipelago e al tempo stesso anche imprimere a Pianosa un indirizzo diverso da quello di reclusorio o comunque sotto un altro aspetto, se si considera che all'inizio del secolo scorso, fino alla proclamazione della Repubblica, Pianosa era considerata una colonia agricola gestita da detenuti che qui vi lavoravano e allevavano bestiame vario.
«Per il momento – puntualizza Giampiero Sammuri, presidente del Parco dell'arcipelago – siamo in attesa di progetti. Vediamo le proposte che saranno elaborate e presentate dagli studenti, poi verificheremo il piano di fattibilità, non prima però di aver informato della cosa sia il Demanio dello Stato che è proprietario degli immobili, sia il Comune di Campo nell'Elba, sotto la cui giurisdizione amministrativa ricade l'intero territorio dell'isola. Possiamo prevedere che avremo i primi risultati tecnici non prima di due o tre anni. Comunque - continua ancora il presidente del Parco - il primo intervento di recupero è prevista per la residenza dell'Agronomo sulla quale disponiamo anche di un finanziamento da parte del Ministero dell'Ambiente e i cui lavori potrebbero iniziare nel 2017. E proprio su questo tema sarà redatta una tesi di laurea triennale».
Del resto il recupero e il mantenimento delle attività agricole e zootecniche tradizionali figurano nel piano che si è dato il Parco per la valorizzazione del patrimonio colturale agricolo di Pianosa. E infine, visto che è stata condivisa l'idea, parte a breve la collaborazione tra studenti di architettura di Firenze e la Casa di reclusione di Porto Azzurro, per svolgere in loco ricerche sulla valutazione di colture ortive più appropriate per Pianosa.
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