Il Tirreno

giannoni (Pdci) su parchi e giardini

«Storia da valorizzare senza fare copie di copie»

«Storia da valorizzare senza fare copie di copie»

PIOMBINO. Che «dedicare parchi e giardini piombinesi alla rievocazione di personaggi della storia e dell’arte che per Piombino sono passati o vi hanno sostato è da apprezzare» non ne dubita Luciano...

3 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Che «dedicare parchi e giardini piombinesi alla rievocazione di personaggi della storia e dell’arte che per Piombino sono passati o vi hanno sostato è da apprezzare» non ne dubita Luciano Giannoni, attualmente responsabile del Partito dei comunisti italiani Val di Cornia Elba, maggioranza di governo a Piombino.

Per altro Giannoni, architetto, è stato a lungo responsabile dei beni culturali della città per il Comune, da sempre con grande passione per l’archeologia (pure vicepresidente dell’Associazione archeologica piombinese).

«Leggo con piacere sul Tirreno – commenta Giannoni – che il Comune di Piombino ha aderito alla proposta di trasformare i giardini Pro Patria in un parco a tema su Leonardo da Vinci, che ebbe la ventura di soggiornare nel Principato di Piombino per alcuni mesi».

«Indubbiamente l’idea di dedicare parchi e giardini piombinesi alla rievocazione di personaggi della storia e dell’arte che per Piombino sono passati o vi hanno sostato è da apprezzare – conferma, appunto, l’architetto – penso già a piazza della Costituzione dedicata al Machiavelli con periodiche letture pubbliche di brani dal “Principe” mentre i retrostanti giardini di viale Amendola potrebbero essere destinati - e collegati così al Machiavelli - al Duca di Valentinois, meglio noto come Cesare Borgia, figlio di papa Alessandro VI, che per breve ma fattivo tempo (a lui si deve la scalpellinatura di lapidi e iscrizioni degli Appiani) fu signore di Piombino e qui venne, il 21 febbraio 1502, assieme al venerando suo padre. Va da sé – rincara Giannoni, tra il culturale e l’ironico – che tali personaggi potrebbero essere ricordati degnamente collocando nei dedicati giardini sacchette di veleno (da estrarre a sorte tra i visitatori), teste mozzate e una panoplia di strumenti utili all’omicidio e allo strangolamento; inoltre, in onore agli appetiti sessuali del pio pontefice – sottolinea – potremmo attrezzare un’area specifica dei giardini da destinare al meretricio. Potrei continuare citando il Sodoma, pittore che operò a Piombino nella prima metà del ’500, per non parlare di papa Adriano VI che fu a Piombino nel 1522 e tanti altri personaggi per i quali non basterebbero nemmeno i giardinetti di Campiglia e San Vincenzo. Ma torniamo al Maestro di Vinci e - vexata quaestio - al suo contributi alla realizzazione di una parte delle mura piombinesi».

«A parte il fatto – spiega l’architetto – che le mura piombinesi, per la gran parte, furono realizzate prima ancora che nascesse il trisnonno di Leonardo (e questo, potrebbe dire qualcuno, lo rende ancor più geniale!), va sottolineato che tra le innumerevoli invenzioni di Leonardo mancò la macchina fotografica, ragion per cui il Nostro, preda di una continua e stimolante curiosità, disegnava tutto ciò che noi oggi più comodamente fotograferemmo, compresi alcuni gatti piombinesi, un tratto di mura e il golfo do Baratti (che abbia progettato anche quello?)».

«Per concludere, dispiace vedere che Piombino, Signoria e poi Principato, dopo essere stata in diversi periodi parte integrante della Storia con la maiuscola, si ritrovi ora a percorrere i più triti stradelli del provincialismo pseudo storico, quello, per intendersi, delle lapidi del “qui Garibaldi fece una pennichella sotto un platano“ o del “Qui Napoleone evacuò sovranamente dopo un’eccessiva mangiata di baccelli e rigatino”. Abbiamo tanta storia nel nostro passato, valorizziamola e con essa il nostro patrimonio culturale, senza bisogno di rifare le copie delle copie dei doppioni». Ed è già un gran ripasso delle cronache piombinesi . ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca