Il Tirreno

Entro 28 mesi torna l’acciaio a Piombino

di Guido Fiorini
Entro 28 mesi torna l’acciaio a Piombino

Soddisfatti i sindacati. Gabrielli: «Produzione prima possibile». Fagioli: «Atto concreto». Renda: «Garanzia per i lavoratori»

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PIOMBINO. La città tira un sospiro di sollievo. Ieri Issad Rebrab ha firmato con l’Sms Group il contratto di fornitura del forno elettrico da 750mila tonnellate di acciaio all’anno e del treno rotaie. Si tratta di una fornitura completa: progettazione, tecnologia, impianti. È l’atto che sancisce, nero su bianco, la ripresa della produzione di acciaio a Piombino.

Dopo l'acquisizione dei nuovi impianti, la prima colata d'acciaio, secondo la tabellina di marcia, dovrebbe verificarsi tra 28 mesi. L'azienda evidenzia l'importanza, per il raggiungimento dei risultati, del «lavoro di sistema con le istituzioni, regionali e nazionali. È importante che si comprenda che tutto quanto verrà costruito in questo territorio restituisce valore all'intero sistema Paese, non rispondendo esclusivamente a logiche di interesse localizzato».

Il sindaco Massimo Giuliani, è stato uno dei primi ad annunciare la notizia dell'avvenuta acquisizione della nuova acciaieria attraverso un post sulla sua bacheca Facebook e su Twitter. «Contratto firmato - ha scritto il sindaco - Grazie a tutti coloro che ci hanno lavorato ed a tutti coloro che ci credono». I segretari provinciali dei sindacati Fim, Fiom e Uilm sono stati convocati in azienda in mattinata per l'ufficializzazione della firma del contratto. Intanto nella nota in cui dà notizia dell'avvenuta firma, Aferpi non manca di sottolineare «il senso di responsabilità dimostrato dalla Rsu e dalle organizzazioni sindacali territoriali».

«Questo è il successo della lotta sindacale e dei lavoratori - commenta Luciano Gabrielli della Fiom - è un risultato eccezionale per Piombino. Adesso vigileremo che siano rispettati i tempi e che la produzione riparta in tempi più brevi possibile». Lunedì alle 14,30 è in programma il consiglio di fabbrica, martedì al Phalesia l’assemblea dei lavoratori (ore 15). «Nel mondo della siderurgia, sono stati in molti a dire che oggi fare investimenti sull'acciaio è da pazzi - commenta Mirko Lami, della Cgil regionale -. Non credo che il patron di Cevital sia uno sprovveduto, credo invece che abbia fatto questi investimenti sapendo che il forno elettrico produrrà acciaio tra poco più di due anni e che fino ad allora, Piombino lavorerà l'acciaio per trasformarlo in quelle rotaie e quelle barre che sono state da sempre il nostro pane».

«Dagli impegni si passa ad un atto concreto - dice Fausto Fagioli, della Fim -per il rilancio di un territorio martoriato dalla crisi industriale e si pone le basi per il rilancio economico e produttivo di Piombino. Sarà un Primo maggio significativo per i lavoratori che vedono coronati gli sforzi e le lotte profuse per il raggiungimento di un obiettivo che sembrava irraggiungibile. È la giusta risposta a coloro che hanno avversato continuamente questo progetto mettendo a rischio l'investimento».

«Con questa firma è arrivato l'atto concreto che aspettavamo e la certezza che Piombino tornerà a fabbricare acciaio - aggiunge Vincenzo Renda, segretario della Uilm - Una firma che consentirà di tornare a fabbricare acciaio con le migliori tecnologie oggi a disposizione e che consentirà allo stabilimento piombinese di rimanere tra i leader mondiali nella produzione delle rotaie ferroviarie. Con questa firma abbiamo anche la certezza delle garanzie occupazionali come del resto era previsto dagli accordi, e le garanzie di un futuro sviluppo economico per tutto il territorio».

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