Il Tirreno

L’abbandono dei cani come un riflesso della solitudine umana

L’abbandono dei cani come un riflesso della solitudine umana

PIOMBINO. Come riflessi in uno specchio, il sentimento dell’abbandono. È quanto racconta l’iniziativa di un gruppo di artisti piombinesi che espongono foto, quadri e disegni tutte dedicate cani del...

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PIOMBINO. Come riflessi in uno specchio, il sentimento dell’abbandono. È quanto racconta l’iniziativa di un gruppo di artisti piombinesi che espongono foto, quadri e disegni tutte dedicate cani del canile di Piombino accanto a poesie e riflessioni sul tema dell’abbandono (nella foto uno dei quadri di Elena Rapaccini) .

Gli artisti che hanno firmato le opere in mostra in questo sono concordi: «Il tema dell’abbandono – spiegano – ci riguarda un po’ tutti e la solitudine ci spaventa più di ogni altra cosa».

«Noi ci vediamo riflessi in questi cani abbandonati – sottolineano – come se fossero il nostro specchio perché da sempre il nostro rapporto con questi animali è di gioco, complicità e affetto; li sentiamo amici».

«Ma perché li cerchiamo e scegliamo di tenerli con noi? E poi perché ce ne allontaniamo, oltre a motivi logistici o economici? Cosa fallisce?», si prosegue nell’analisi delle opere.

« C’è forse – aggiungono gli artisti – un’incapacità di prenderci cura dell’altro, cane o persona che sia? ».

«Se è vero che il nostro amico a quattro zampe ci somiglia così tanto, ci viene da pensare che in realtà non ci sappiamo prendere abbastanza cura neanche di noi stessi».

La mostra, in corso Vittorio Emanuele, 46 a Piombino, nei locali del piccolo centro d’arte “le gambe verdi” si concluderà oggi e si potrà visitare un’ultima volta nel pomeriggio di oggi dalle 17,30 alle 19,30.

Questi gli artisti che hanno scelto di esporre così le loro realizzazioni: Elena Rapaccini, Manuela Innocenti, Luca Leonetti, Andrea Giannoni, Roberto Manzani, Alessia Neri, Valeria Sommavilla, Divo silvestri e M.Teresa Scarpecci, Irene Bartolini, Iva Forli, Giuseppe Limonta, Anna Deri, Elena Menta.

Poesie e riflessioni di: Cinzia Demi scrittrice; Marco Bracci professore di sociologia; Gloria Nocchi, Amedeo Camerini, Luca Leonetti, Manuela Innocenti, Ginevra Orlandini, Livio Ziliot.

Alcuni dei lavori sono stati tradotti in lingua ucraina, rumena, russa, araba e inglese. A questo proposito si sono impegnati: Graziella Sidoli, Olha Shevelova, Alexandra Tuca, Nataliya Apukthina,Hamdi Mohamed Ali Mailimnine (ad “aiutarli” nella traduzione anche i bambini della scuola di alfabetizzazione del Quartiere del Cotone di Piombino).

Il piccolo centro d’arte “Le gambe verdi” non è un locale pubblico, ma privato posizionato nel cuore del centro storico della città.

Non è un esercizio commerciale né una galleria, ma si propone di promuovere iniziative culturali e sociali senza fini di lucro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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