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Dubbi sul mutuo per il parcheggio mancato

Dubbi sul mutuo per il parcheggio mancato

Rio nell’Elba: nel mirino della Corte dei Conti il finanziamento per l’area di sosta in piazza Aldo Moro

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RIO NELL’ELBA. Non ci sono solo i lavori pubblici di Bagnaia e Nisporto sotto la lente di ingrandimento della Corte dei Conti. Il Comune di Rio nell’Elba, infatti, ha chiesto la messa in mora di una decina di ex amministratori e funzionari pubblici anche per la mancata realizzazione del progetto per un parcheggio in piazza Aldo Moro per il quale, nel 2009, l’amministrazione riese aveva contratto un mutuo da 388mila euro. È quanto si evince dalla lettera di avviso di messa in mora pubblicata dalla vice sindaca Gloria Squarci, una delle destinatarie dell’azione della giunta De Santi, all’epoca dei fatti contestati consigliera di minoranza.

«Da una verifica svolta – si legge nell’atto di messa in mora firmato dal sindaco – la somma pari a 226.531 euro viene parzialmente erogata nell’esercizio finanziario 2011 e messa a bilancio come entrate senza vincolo di spesa. Ma da una delibera di giunta del dicembre 2008, avente a oggetto l’approvazione del progetto definitivo del parcheggio Aldo Moro, viene dato atto che l'opera sarà finanziata con un mutuo acceso presso la Cassa depositi e prestiti per l'importo totale di 388.000 euro non facendo menzione del contributo assegnato dal fondo Sviluppo Isole Minori».

L’atto di messa in mora fa riferimento infatti all’accensione di un mutuo presso la Cassa Depositi e prestiti da 388mila euro ottenuto dal Comune di Rio nell’Elba nel 2009. Il finanziamento sarebbe servito per la realizzazione di un’area di sosta in via Aldo Moro. Nel maggio 2012, tuttavia, con una delibera di giunta veniva approvata la «rimodulazione dei mutui contratti dall’ente e non utilizzati» e «si dava atto che l’intervento è stato oggetto dell’erogazione di un finanziamento Dupim senza provvedere alla riduzione dell’importo originario del debito per la somma equivalente al contributo assegnato e in parte già erogato (226.531 euro ndr)». Il 9 luglio 2012, secondo la ricostruzione di De Santi, arriva il decreto di revoca da parte della presidenza del consiglio dei ministri per le somme già erogate (226.531 euro) e, inoltre, si dice che il progetto ricade in un’area a pericolosità idraulica molto elevata (PIME) e che pertanto può essere fatto solo in parte (meno del 50 %). A tal fine il sindaco, ritenendo grave il danno arrecato al Comune, chiede il risarcimento ai diretti interessati.

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