Il Tirreno

Aferpi, ultime ore di attesa per la firma

di Cristiano Lozito
Aferpi, ultime ore di attesa per la firma

Un’altra giornata trascorsa nell’esame delle carte. Il contratto per forno e treno rotaie vale una cifra intorno ai 250 milioni

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PIOMBINO. Un’altra giornata frenetica in Aferpi in attesa della firma del contratto per l’acquisto di acciaieria elettrica e treno rotaie, che ancora a tarda sera non era stata apposta da Issad Rebrab sul contratto con Sms Demag. Fonti sindacali sostengono che il presidente di Aferpi è ripartito nel pomeriggio diretto a Parigi portando con sé il contratto per la firma, mentre i suoi uomini completavano il lavoro di analisi delle carte.

La dirigenza di Aferpi infatti è rimasta blindata per tutto il giorno a confronto con una nutrita delegazione dell’azienda tedesca per la definizione degli ultimi dettagli.

Dall’azienda nessuna comunicazione ufficiale, ma dagli uffici di viale della Resistenza filtra comunque la convinzione che non ci sono ostacoli e che quindi la firma arriverà nel giro di ore e non oltre la giornata di oggi, anche per tener fede all’impegno che Rebrab ha preso appena pochi giorni fa, di chiudere l’affare entro la fine di questo mese.

Dopo la firma (che comporta intanto il pagamento a Sms Demag dell’ingegnerizzazione, intorno ai 10 milioni) il prossimo obiettivo sarà la definizione dei finanziamenti, ma la firma del contratto e la presentazione del progetto di Sms Demag sono considerati elementi in grado di dare un’accelerazione alla soluzione del problema. Il costo degli impianti si aggira sui 250 milioni, almeno altrettanti serviranno per le opere civili e le strutture di servizio: in questo senso Aferpi già nei prossimi giorni dovrebbe provvedere a organizzare le gare.

Sms Demag, ai primi di aprile alla fiera di Dusseldorf, ha fissato in 28 mesi dalla firma del contratto il tempo necessario a completare la realizzazione e l’installazione della nuova acciaieria e del treno rotaie. Si arriverebbe così a fine estate 2018, con l’azienda che si pone come obiettivo realistico la ripresa della produzione di acciaio all’inizio del 2019.

Intanto in Algeria si accende la battaglia legale sulla recente acquisizione da parte di una controllata Cevital del gruppo editoriale “El Khabar”, che comprende l’omonimo quotidiano e la tv “Kbc”. La questione andrà lunedì prossimo di fronte a un giudice che dovrà valutare la richiesta del Governo di annullare l’atto di vendita di “El Khabar”. La transazione si è conclusa a marzo per un totale di 4 miliardi di dinari, poco più di 30 milioni di euro.

Secondo quanto riferisce il sito on line “Tsa”, il governo considera l’operazione illegale, perché in contrasto con la legge sull’editoria che vieta di possedere più di un giornale con la stessa periodicità. E Rebrab, appunto, possiede già il quotidiano “Liberté”.

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