Il Tirreno

Esa, cambio al vertice L’era Pisani è giunta al termine

di Luca Centini
Esa, cambio al vertice L’era Pisani è giunta al termine

Avrebbe dovuto guidare il passaggio al gestore unico «Scelta per motivi personali», ma pesa il rapporto con Portoferraio

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PORTOFERRAIO. Si chiude l’era Pisani ai vertici dell’Elbana Servizi Ambientali, la società che gestisce il ciclo dei rifiuti ed è partecipata da tutti i Comuni dell’Elba, con Portoferraio socio di maggioranza.

Idilio Pisani, presidente di Esa dal 2011 e confermato alla guida del cda nel gennaio del 2015, ha annunciato ai sindaci elbani la decisione - irrevocabile - di rassegnare le dimissioni nel corso della prossima assemblea di Esa che si terrà il prossimo 20 maggio. Pisani ha comunicato la scelta con una lettera inviata a Marco Frey, amministratore unico di RetiAmbiente (gestore unico per l’Ato Costa) e per conoscenza a tutti i sindaci dell’Isola d’Elba. «Con la presente – ha spiegato il presidente di Esa – confermo che resterò in carica fino all’approvazione del bilancio, in occasione della quale rassegnerò irrevocabilmente le mie dimissioni dalla carica di consigliere di amministrazione di Esa Spa». A tal fine e per «agevolare il processo di valutazione propedeutico alla nomina del nuovo consigliere di amministrazione nella stessa sede assembleare» sono stati inseriti all’ordine del giorno dell’assemblea i punti relativi alla presa d’atto delle dimissioni e alla nomina del nuovo consigliere che prenderà il posto di Pisani. Il presidente di Esa non ha motivato per scritto la sua decisione e, per il momento, preferisce non rilasciare commenti, sebbene abbia fatto capire come la scelta sia stata presa per motivi personali. «Per rispetto dell’assemblea – ha spiegato telegraficamente - darò le mie spiegazioni nel corso della seduta del 20 maggio».

Traghettamento interrotto.

Le dimissioni di Pisani giungono in una fase di trasformazione per Esa. Pisani, infatti, era stato confermato nel gennaio del 2015 alla guida del consiglio di amministrazione della società partecipata con un obiettivo ben definito: accompagnare Elbana servizi ambientali fino al passaggio definitivo al gestore unico RetiAmbiente (previsto nel 2017). Il passaggio, inevitabilmente, dovrà essere condotto da un altro presidente che sarà nominato in seno al consiglio di amministrazione.

Rapporti freddi.

L’ultimo periodo di Pisani alla guida della società partecipata elbana non è stato semplice. In particolare sono i rapporti tra l’azienda e il socio di maggioranza (il Comune di Portoferraio) ad essersi irrigiditi negli ultimi mesi. L’esempio più evidente è emerso pubblicamente nel giugno del 2015, quando la società rese pubblico il credito da circa 2,5 milioni di euro nei confronti dell’amministrazione comunale di Portoferraio che non versava in modo puntuale i pagamenti stabiliti dal contratto di servizio. Il vice sindaco Marini, pur annunciando la volontà di far fronte ai pagamenti, criticò apertamente la gestione attuata dalla società: «A fronte del credito che Esa vanta nei confronti della nostra amministrazione c'è l'assenza da noi riscontrata di alcuni servizi presenti nel capitolato - spiegò Roberto Marini - per questo vogliamo parlare con la società partecipata, riteniamo congrua l'emissione di note di credito da parte del Comune, in relazione ai servizi che non sono stati erogati».

Il futuro della società.

Entro il 20 di maggio, dunque, i Comuni elbani soci dovranno decidere sul nome del nuovo membro da inserire nel consiglio di amministrazione della società partecipata che gestisce il ciclo dei rifiuti, da affiancare a Gabriella Solari e Simone Bracali, entrati nel cda assieme a Pisani nel 2015. Allora Portoferraio espresse la preferenza per due consiglieri di amministrazione, mentre i sette Comuni stabilirono la conferma di Pisani in qualità di presidente. Non è dato sapere se quel metodo sarà utilizzato anche questa volta.

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