Il dolore
Sulla rete un 25 aprile di fuoco
A Suvereto polemiche roventi tra Lolini e Parodi, a Piombino Pasquinelli attacca Anselmi e non solo
PIOMBINO. Non c’è pace nemmeno il 25 Aprile. Nella giornata che simboleggia non solo la liberazione dalla dittatura ma più in generale la fine della guerra e quindi la pacificazione tra i popoli, la “guerra” (anche se per fortuna solo verbale) è scoppiata su Facebook. Ed è partita ancora una volta da Suvereto. Il primo ad accendere la miccia è stato il consigliere ed ex candidato sindaco Francesco Lolini (Pd). Introducendo un post con la parola «vergogna» ripetuta per tre volte, tutta in maiuscolo e con tanto di punti esclamativi, Lolini ha attaccato a testa bassa il sindaco Giuliano Parodi (Assemblea popolare) perché a suo dire avrebbe definito fascista la riforma della Costituzione (il ddl Boschi): «Il sindaco Giuliano Parodi nel suo discorso in occasione del 25 Aprile ha definito fascista la riforma costituzionale - ha scritto Lolini - Parodi chieda scusa ai più anziani che sostengono la riforma e hanno sofferto per il fascismo e a tutti coloro che sostengono la riforma e tra i loro cari hanno delle vittime del fascismo».
Apriti cielo. Il post ha innescato una serie di reazioni di segno opposto, con alcuni commenti anche molto pesanti. E’ intervenuto lo stesso Parodi, negando di aver detto una cosa del genere: «Il Lolini ha scritto una balla colossale perché io non ho detto che la riforma costituzionale è fascista. Buon 25 aprile, partigiani».
Ma la polemica è andata avanti. Più o meno nello stesso momento a Piombino il capogruppo del Movimento 5 stelle Daniele Pasquinelli ha criticato, anche se con toni più soft, l’intervento di un altro esponente Pd, l’ex sindaco e ora consigliere regionale Gianni Anselmi : «Qual è il vero significato della celebrazione del 25 aprile? - si è chiesto Pasquinelli - Personalmente credo che la celebrazione abbia lo scopo di mantenere viva la memoria e i valori di chi ha dato la propria vita per la libertà altrui. Il 25 aprile dovrebbe unire tutti coloro che, indipendentemente dall’appartenenza politica, si riconoscono in questi valori. Gli esponenti politici per primi dovrebbero capire quanto sia pericoloso portare le logiche contrappositive di partito in seno alla manifestazione, logiche esclusive che vorrebbero rendere proprietà esclusiva di una parte quei valori. Alla luce di questo ho trovato inopportuno lo spot per il referendum costituzionale che il consigliere regionale Gianni Anselmi ha inserito nel suo intervento di stamattina».
Anselmi a sua volta sulla propria bacheca ha scritto di aver parlato «del significato speciale della cerimonia di Piombino, della necessità di una memoria condivisa per le generazioni nuove, della Costituzione come progetto politico e della necessità di preservare la solidità delle istituzioni attraverso la promozione della loro efficienza della loro qualificazione etica». E «di quale classe dirigente serva oggi alla modernizzazione del Paese».
Finita qui? No. Perché a chi ha chiesto a Pasquinelli cosa ne pensasse «dello spot per il no di Parodi, con toni veramente inopportuni», il capogruppo del M5s ha risposto: «Uguale. Ci saranno altri momenti per confrontarsi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
