Giocatore preso a pugni, Elba 97 nella polemica
Episodio di violenza durante il match di calcio a 5 che valeva la promozione in C1 Il presidente del Real Livorno all’attacco: «Partita truccata, pronto il ricorso»
LIVORNO. La promozione in C1 di calcio a 5 doveva conquistarla la squadra migliore. Invece un pugno in faccia scagliato da un tifoso dell’Elba 97 a un giocatore del Real Livorno a dieci minuti dalla fine sul risultato di parità, ha cambiato la storia della finale. Che ora, molto probabilmente, avrà due strascichi: il primo penale, il secondo legato alla giustizia sportiva che dovrà decidere sul ricorso e sull’eventuale ripetizione del match.
Per raccontare l’ennesimo episodio di violenza nello sport, bisogna però tornare alla giornata di domenica, all’interno dell’EstraForum di Prato, un impianto pensato per il calcetto e dove spesso gioca anche la nazionale.
Nel menù della giornata all’insegna del calcio a 5 erano in programma tre partite: le due finali giovanili della categoria Allievi e Giovanissimi e lo spareggio tra livornesi ed elbani per conquistare la promozione dalla C2.
Nel primo tempo il Real è andato in vantaggio e ha pure sfiorato il raddoppio, ma nella ripresa gli avversari si sono svegliati e hanno raggiunto il pari. A questo punto alla fine del match mancavano quindici minuti. A dieci dalla fine il fattaccio: un giocatore elbano ha subito un fallo, duro, ma di quelli che in una partita del genere capita di vedere.
«A questo punto - racconta Giacomo Giovannetti, presidente del Real - dalla tribuna sono scesi due tifosi avversari». Uno di questi, passando accanto alla panchina degli amaranto, ha colpito al volto Davide Nota, 29 anni, mentre l’altro supporter ha preso per i capelli un secondo giocatore avversario.
Le conseguenze del pugno subito dal ventinovenne sono evidenti nella foto che pubblichiamo, con un grosso arrossamento intorno allo zigomo. Una ferita che è stata medicata al pronto soccorso di Livorno dove l’atleta è stato dimesso nella tarda serata di domenica con sette giorni di prognosi.
Da un punto di vista sportivo, invece, quello che è successo dopo l’aggressione e i dieci minuti di interruzione, lo racconta il presidente della società.
«I ragazzi - spiega - sono rientrati in campo svuotati. Dopo questo abominevole gesto, il gioco è ripreso dopo quasi dieci minuti, ma la partita non ha più avuto alcun senso: i miei ragazzi erano smarriti, irriconoscibili, giustamente impauriti ed oltre il danno è arrivata anche la beffa della sconfitta di misura per 2-1 maturata nei minuti finali».
Dunque addio promozione sul campo. Ma quelli del Real, nonostante gli avversari minimizzino l’accaduto non ci stanno e annunciano la volontà di rivolgersi alla Federazione per fare ricorso, nonostante i tempi per rivolgersi alla Figc siano molto stretti.
«Quello che è successo in campo domenica - va avanti il presidente - per me questo basta e avanza per dimettermi. Le mie dimissioni da presidente sono revocabili solo e soltanto in funzione di adeguati provvedimenti da parte della Federazione».
Al match era ovviamente presente il delegato della Figc. «Sono stato rassicurato anche dall'arbitro 1 - prosegue Giovannetti - ma adesso contano solo i fatti e per quanto mi riguarda non sono disposto a tollerare che anche in Figc sia la violenza e la prepotenza ad avere la meglio».
Il presidente insiste: «Usciamo a testa alta e soprattutto senza il diritto inalienabile per chi pratica sport di aver potuto terminare la finale per la promozione in C1 nelle condizioni idonee che nello sport non dovrebbero mai venir meno. Personalmente da stasera sono un presidente dimissionario e ribadisco che a questo punto solo la Federazione potrà farmi tornare sulla mia decisione applicando un verdetto che non prescinda da questo increscioso fatto».
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