Gioco
Lo strano 25 Aprile a Portoferraio, tra polemiche e celebrazione "a spezzatino"
Mentre all'Alto Fondale un centinaio di cittadini intonavano Bella Ciao in una contro cerimonia, Ferrari era a Campo e una parte della giunta in piazza della Repubblica
PORTOFERRAIO. Portoferraio ha trovato un modo tutto suo per celebrare la festa della Liberazione 2016. Proprio nell’anno in cui la giunta guidata dal sindaco Mario Ferrari decide di non organizzare una cerimonia ufficiale per il 25 aprile, suscitando lo sdegno e le proteste di cittadini e associazioni, ecco che di cerimonie non ufficiali ce ne sono due e mezzo. Avete capito bene.
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La più partecipata è stata la festa di Liberazione “autogestita”, andata in scena alle 10,30 ai piedi del monumento in ricordo di Ilario Zambelli, all’Alto Fondale: oltre un centinaio di cittadini si sono ritrovati per deporre un mazzo di fiori in ricordo dei partigiani e della Resistenza, hanno intonato Bella Ciao e l’Inno di Mameli.
Tante persone che sono arrivate anche da altri paesi elbani per manifestare il disagio relativo alla festa mancata. Il paradosso è che la cerimonia non ufficiale è stata di gran lunga più partecipata di quelle, ufficiali, organizzate negli scorsi anni. Ma, incredibile a dirsi, quella all’Alto Fondale non è stata l’unica cerimonia. Poco prima, in piazza della Repubblica, un manipolo di consiglieri comunali e assessori (Chierici, Fornino, Nurra, Fasola, Bertucci e Berti) ha desposto una corona di alloro ai piedi del monumento ai caduti. Al mini evento ha partecipato anche il parroco Don Sergio Trespi.
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Una mini cerimonia a sorpresa e non pubblicizzata, visto che il Comune non aveva organizzato un’iniziativa ufficiale e il sindaco aveva annunciato che Portoferraio avrebbe partecipato ai festeggiamenti organizzati a Campo. Tant’è che, in città, in pochissimi si sono resi conto che la giunta aveva trovato il modo di onorare il giorno della liberazione dal nazifascismo, dopo le polemiche montate in questi giorni.
Tutto qua? Neanche per idea. E infatti, per completare questa sorta di celebrazione del 25 Aprile a “spezzatino”, il sindaco Mario Ferrari ha deciso invece di essere presente alla cerimonia organizzata dal collega Lambardi nel Comune di Campo nell’Elba, nonostante fino a poche ore prima avesse annunciato di inviare a Campo esclusivamente il gonfalone del Comune e il comandante della polizia municipale in rappresentanza dell’amministrazione portoferraiese. «In realtà la mia presenza a Campo era programmata – ha spiegato il sindaco Mario Ferrari – è stato un modo per festeggiare con altri due Comuni in una realtà locale dell’Elba. E la giunta ha comunque deposto una corona di alloro in piazza della Repubblica. Non capisco le polemiche, tanto meno la presa di posizione del deputato Fratoianni di Si. Non siamo l’unico Comune a non aver organizzato una cerimonia ufficiale, ma si parla solo di Portoferraio».
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Eppure, sembrerà strano, ma le polemiche sollevate sulla scia della decisione della giunta Ferrari di non organizzare la tradizionale cerimonia del 25 Aprile in città hanno portato due effetti. Entrambi benefici: da un lato l’interesse nei confronti della festa di Liberazione è stato più alto rispetto al solito, basta guardare la buona partecipazione alla cerimonia “autogestita”, dall’altra ha moltiplicato, seppur in modo singolare, il numero delle cerimonie stesse.
Bella Ciao all’Alto Fondale.
Il momento clou del 25 Aprile portoferraiese è stato senza dubbio l’evento nato spontaneamente, grazie al passaparola sui social network, organizzato da un gruppo di cittadini che alle 10,30 si sono radunati nella zona dell’Alto Fondale, a pochi metri dalla Gattaia.
Oltre un centinaio di persone, nessuna bandiera di partiti, ma solo una della pace e un tricolore. Ai piedi del monumento di Zambelli è stato deposto un mazzo di fiori, con l’accompagnamento della musica suonata da alcuni membri della Filarmonica Pietri che si sono presentati in borghese e hanno scandito il ritmo della manifestazione.
Dopo il “Silenzio”, i musicisti hanno intonato “Bella Ciao”, cantata dai cittadini presenti. Subito dopo è stata la volta dell’inno di Mameli. Gli applausi hanno chiuso la cerimonia autogestita.
Un modo anticonvenzionale per celebrare una festa nazionale che, almeno in teoria, dovrebbe essere di tutti i cittadini. Anche a Portoferraio.
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