Il Tirreno

Viti e chiodi lungo il percorso del rally

Viti e chiodi lungo il percorso del rally

Grave atto vandalico sventato dai volontari prima dell’inizio della prova speciale Cavo - Bagnaia

2 MINUTI DI LETTURA





RIO MARINA. Il rally li disturba. E loro, credendo di trovare un modo originale per protestare, pensano bene di cospargere la strada, due curve dopo la fine del tracciato della prova speciale che stava per iniziare, con viti e chiodi affilati. Un gesto pericolosissimo. E quanto accaduto venerdì 22 sulla strada della prova speciale Cavo - Bagnaia. Soltanto l'attenzione e l'esperienza dei volontari di gara elbani ha fatto in modo che il manto stradale venisse liberato dalle “trappole”. È stata Sara De Pinto, commissario di gara elbana, a fotografare i chiodi e a postare l'immagine su Facebook.

«Questi sono i ricordi delle persone che non corrono a non vogliono il rally – ha scritto su Fb De Pinto – oggi sulla prova di Cavo – Bagnaia a due curve dopo che è finita la prova c’erano questi chiodi. Per fortuna dei ragazzi volenterosi e con la passione, prima che iniziasse la gara, li hanno raccolti tutti evitando i danni alla macchine. E soprattutto scongiurando il rischio di far male alle persone. La gente così mi fa pena per una sera che c'e qualcosa all'Elba dovete provare a rovinare tutto. Così non volete il turismo, non volete lavorare, volete avere un'isola senza niente. Capisco anche che sono tante le ore di chiusura delle strade però veniteci incontro, ci potrebbe essere qualsiasi persona amico, patente, bambini. E voi invece di aiutarci a fate di tutto per metterci i bastoni fra le ruote, deve essere un divertimento. E se non avete la passione rimanete a casa». L’organizzazione del rally, tuttavia, fa sapere come l’atto vandalico non ha comportato alcun tipo di disagio ai piloti della corsa.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze