La Procura chiude le porte ai giornalisti
Vertice blindato nella stanza di Squillace Greco con il sostituto Mannucci e i carabinieri del Nas
LIVORNO. L’ordine del procuratore capo Ettore Squillace Greco è chiaro: i giornalisti oggi non possono entrare in Procura.
Nessuna dichiarazione, dunque, sul proseguo dell’indagine che riguarda le morti sospette all’ospedale Villamarina di Piombino, tantomeno una replica alla puntata di “Quarto Grado” (nessuno sembra averla vista in Procura) andata in onda la sera precedente su Rete4. Una puntata durante la quale l’avvocata di Fausta Bonino, Cesarina Barghini, esperti criminologi o presunti tali, hanno cercato di smontare pezzo per pezzo tutto l’impianto accusatorio dopo la scarcerazione della donna ordinata nei giorni scorsi dal Tribunale del Riesame di Firenze.
Così il giardino del palazzo di Giustizia di via Falcone e Borsellino a Livorno, famoso perché da qua uscirono nel 1784 le prime copie del saggio “Dei delitti e delle pene”, diventa il bivacco di taccuini e telecamere sotto i quali sfilano in silenzio prima i vertici dei carabinieri del Nas di Livorno e poi pure il pubblico ministero Massimo Mannucci, titolare dell’inchiesta.
Al secondo piano del palazzo di giustizia, infatti, a mezzogiorno è in programma un vertice tra gli investigatori per fare il punto sull’indagine.
Una conferma anche alle parole che giovedì scorso aveva pronunciato lo stesso procuratore capo Squillace Greco: «L’indagine non si è mai fermata e va avanti, non abbiamo mai detto di avere prove certe ma un quadro indiziario».
È ovvio che, dopo la bocciatura da parte del Tribunale del riesame di cui si attende di conoscere le motivazioni, la Procura sta lavorando sui nuovi casi segnalati ai carabinieri all’indomani dell’arresto dell’infermiera.
Quattro di questi casi sono stati definiti «compatibili», e affidati a un ematologo che avrà il compito, attraverso analisi e cartelle cliniche, di verificare le cause della morte.
Questa, infine, potrebbe essere anche la settimana del definitivo ok alla riesumazione delle sei salme che non sono state cremate e che la Procura è convinta siano pazienti uccisi da Fausta Bonino.
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