Il Tirreno

«L’arte di Guttuso e la cultura della città nel dimenticatoio»

di Cecilia Cecchi
«L’arte di Guttuso e la cultura della città nel dimenticatoio»

Mezzacapo (Artisti-ca) presenta documenti e accordi fatti per denunciare la negligenza da parte di Comune e Regione

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PIOMBINO. La Magona di Piombino nel quadro di Renato Guttuso fulcro di una mostra in città. Poi la realizzazione della galleria comunale, come lo studio per fondere un’esposizione stabile “salute nell’arte” nell’atrio dell’ospedale di Villamarina.

«Progetti fatti e discussi, fondi trovati grazie a sponsor, professionalità assicurata... tutto nel dimenticatoio. È il momento di dire basta». La denuncia arriva da Renzo Mezzacapo, da un’infinità di anni, artista a livello europeo e spirito motore delle arti visive a Piombino sin dal 1972 (avvio della collaborazione con la biblioteca comunale come esperto d'arte e, tramite la sezione arti visive del Circolo Italsider). Carte alla mano, conti, documenti sottolinea la negligenza , per il settore culturale, di Comune e Regione.

Guttuso. «Non c'è nessun obbligo da parte dell'amministrazione di seguire le mie pulsioni culturali, ove si ritenga che la nostra città non abbia bisogno della mostra, se pur di rilevanza nazionale. Correttezza vorrebbe, un contatto per comunicare le decisioni in merito – spiega Mezzacapo – visto l’interesse dimostrato dal sindaco, visto che ho trovato sponsor. Renato Guttuso ha dipinto questo quadro a Piombino 5 anni dopo la fine della guerra ed è evidente che una mostra di circa 20-30 opere, che fanno perno su quella ritrovata, sarebbe un evento di particolare significato anche perché coincide col momento della riscoperta dell’importanza di questo pittore per l’Italia. Mostra – aggiunge – per luglio/agosto, anche come significativa attrazione per il turismo,ma sta per cadere nel dimenticatoio della nostra amministrazione. Così non fosse – ricorda – è da sottolineare che per organizzare un’iniziativa di questo genere non basta qualche mese ed i tempi sono in scadenza».

Spazio-cultura. Mezzacapo, 70 anni, sempre alla guida, qui, dell’associazione culturale che ha fondato nel 1973 - Centro arti visive poi Accademia dei Ravvivati e quindi Artisti-ca - nel 2012 , per una grave malattia, ha interrotto l’attività che riprende, quest’anno anche come direttore artistico nella manifestazione dell’estate romana “Teverarte” (da metà giugno a fine agosto): «Parlando d’“emergenza” – dice ancora – mi riferisco a quel rapporto tra territorio, memoria e vivere civile che non c’è più. Negli ultimi 10 abbiamo perso tutte le strutture culturali, facendo errori addebitabili solo in parte alla situazione economica negativa: il “Circolino” (ex Ilva) centro di un processo culturale a livello nazionale, ora in stato di vergognoso abbandono; l’ex Galileo storica struttura culturale vicino a piazza Manzoni o il chiostro della Cattedrale di Sant’Antimo, gioiello della nostra storia, rimasto in vita unicamente grazie all’Associazione Culturale Etruria Classica per qualche concerto estivo; poi la biblioteca comunale che, per sua natura, dovrebbe espletare funzioni al di là della puro rapporto con il libro».

Opportunità accantonate. «Le altre iniziative dimenticate? – conferma – La realizzazione della galleria comunale di arte moderna e contemporanea, studio fatto su richiesta dell’appena eletta amministrazione. Poi il progetto per l’ospedale di Piombino: “L'arte della salute e la salute nell'arte” sviluppato nel 2014 con l’aiuto del vice presidente della Regione Toscana Giuliano Fedeli in numerosi incontri, nella sede della Regione, con glio assessori regionali alla cultura e alla sanità e col segretario del presidente Rossi. A Piombino il progetto, accettato dalla Regione, è stato formalizzato in incontri col direttore dell'ospedale Galli e con generale Porfido. Poi tutto si è fermato – conclude – senza giustificazione, all’assessorato alla cultura del Comune».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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