Gioco
«Nessuno si azzardi a mettere in discussione la terapia intensiva»
Affollata assemblea degli operatori di Villamarina Cgil, Cisl e Uil: i lavoratori devono ritrovare la serenità
PIOMBINO. La catena di morti nel reparto di rianimazione di Villamarina oltre a causare una difficile situazione psicologica per i lavoratori dell’ospedale, ha causato anche la decisione della Regione di inviare per sei mesi un medico un infermiere esperti del “rischio clinico”, ed inoltre di prevedere che il personale giri periodicamente in altri ospedali, per una sorta di formazione continua.
Di questo e di altro si è parlato ieri in un’affollata assemblea degli operatori a Villamarina convocata unitariamente da Cgil, Cisl e Uil. Alla fine un documento sindacale – rafforzato da una petizione di 300 firme che nei prossimi giorni sarà consegnata al direttore generale De Lauretis, al sindaco Giuliani e all’assessore Saccardi – ha sintetizzato la posizione degli operatori di Villamarina.
Intanto si sollecita «un intervento della Regione affinché la trattativa sul contratto integrativo aziendale relativamente a fasce economiche, produttività, piano assunzioni, si concluda rapidamente con un accordo che riconosca agli operatori un minimo recupero salariale dopo anni di perdita economica e con un reintegro adeguato di personale a fronte delle pesante perdite subite e tenendo di conto che la produttività del lavoro è aumentata del 12% negli ultimi 3 anni».
Quindi viene chiesto che «si attivi rapidamente il tavolo sulla riorganizzazione già previsto dall’intesa raggiunta il 28 Gennaio in sede di assessorato Regione Toscana, al fine di mettere Villamarina e il territorio nella massima sicurezza ed efficienza anche in funzione della rete integrata Cecina-Piombino-Elba di cui si auspica uno sviluppo in tempi brevi».
Relativamente agli eventi che hanno riguardato l’area delle terapie intensive invece Cgil, Cisl e Uil auspicano «che tutte le parti investigative compiano il loro dovere con chiarezza e tempestività» e ribadiscono «che gli operatori e le loro organizzazioni sindacali vigileranno affinché nessuno approfitti di eventi luttuosi per mettere in discussione la rete dei servizi ospedalieri e territoriali, proprio a partire dalle terapie intensive senza le quali sarebbe messa in discussione tutta l’area critica e chirurgica con conseguenze devastanti per l'intero ospedale».
In questo senso il sindacato considera «pericoloso interpretare il sostegno che la Regione ha deciso nell’inviare a Piombino personale specializzato nelle tecniche rianimatorie, come una sorta di scomunica e colpevolizzazione degli operatori anestesisti, infermieri ed oss che operano nell’area critica. Ciò che è accaduto nel 2014 – prosegue il documento – è un evento assolutamente anomalo, ancora tutto da accertare, a fronte di una attività che negli anni precedenti ma anche nel 2015 e tutt’ora, ha sempre registrato livelli di qualità e sicurezza in linea con quelli ottimi della Regione Toscana». Il supporto in questo momento di fortissima pressione sugli operatori viene però giudicato «un atto utile per sostenere l’ospedale di Villamarina a ritrovare la serenità necessaria a svolgere un’importante funzione per i cittadini della Val di Cornia e per l’intera rete ospedaliera».
Più in generale l’assemblea sottolinea «che processi di formazione e aggiornamento costituiscono il pane quotidiano dei servizi e degli operatori e sinvita l’azienda a farne buon uso a partire dal piano di formazione 2016 dove sono investiti 1,2 milioni di euro. Una riflessione necessaria riguarda anche l’organizzazione del sistema-azienda nel quale la separazione tra funzione professionale e gestionale non è chiaramente definita e,soprattutto nelle realtà minori – è la conclusione – si somma determinando carichi di responsabilità spesso confusi e non opportunamente sostenuti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
