Gioco
Si sentono altri 72 testi, quattro i nuovi casi sospetti
PIOMBINO. E mentre la commissione di indagine regionale traccia un quadro non certo piacevole del funzionamento del Villamarina, vanno avanti le indagini dei Nas, su due fronti. Da una parte sono in...
PIOMBINO. E mentre la commissione di indagine regionale traccia un quadro non certo piacevole del funzionamento del Villamarina, vanno avanti le indagini dei Nas, su due fronti.
Da una parte sono in corso nuovi interrogatori, sono 72 le persone da sentire, per completare il castello accusatorio della Procura.
Dall’altra vengono spulciate tutte le cartelle cliniche relative ai decessi dei due anni precedenti a quelle viste in un primo momento, quindi del 2012 e del 2013. E già qualche nuovo caso sospetto sta emergendo.
Gli interrogatori. I nuovi testi sono in parte chiamati su iniziativa degli stessi Nas e del procuratore Massimo Mannucci, dall’altra su richiesta dell’avvocato Cesarina Barghini che cura la difesa di Fausta Bonino.
In particolare la legale elbana ha segnalato infermiere che, nell’intenzione della difesa, dovrebbero confermare i buoni rapporti con l’indagata e il suo comportamento irreprensibile in reparto.
Aspetto quest’ultimo che, al di là delle indagini, non è mai stato in discussione e fu rimarcato anche dal primario in occasione della prima conferenza stampa dell’Asl.
Gli altri interrogati provengono da vari settori del Villamarina: ci sono medici, infermieri, ma anche tecnici di laboratorio che hanno svolto le analisi negli ultimi cinque anni.
Al momento sono state sentite, in tutto, una trentina di persone e si andrà avanti ad oltranza.
Gli inquirenti stanno cercando nuovi riscontri dell’impianto accusatorio che, il 30 marzo scorso, ha portato all’arresto della donna, al rientro dalla gita a Parigi a trovare il figlio. Si cerca la “prova regina” ma, per quanto trapela, ancora non sarebbe emersa, anche se gli indizi concordano.
Lunedì è stato anche risentito, per quasi sei ore, il primario di Rianimazione, Michele Casalis, che ha ripercorso quanto fatto nel reparto prima della nomina (avvenuta il 30 dicembre 2014) e, successivamente quando, investito della responsabilità, nel giro di pochi giorni ha fatto la prima segnalazione di un caso sospetto (il 9 gennaio 2015).
Le cartelle cliniche. Da quando l’indagine è divenuta di dominio pubblico sono moltissime le segnalazioni giunte alla procura da parte di persone che hanno avuto congiunti deceduti negli ultimi anni nel reparto.
Comprensibile che si sia creata, in città e nei dintorni, una sorta di psicosi che, oltre a riaprire in molte famiglie un dolore ormai smorzato dal tempo, stia spingendo a chiedere chiarimenti nel caso la morte sia avvenuta in circostanze non del tutto chiare. O almeno non del tutto accettate.
Così al momento si stanno controllando le cartelle cliniche del 2012 e del 2013.
Fra tutti i nuovi casi all’esame pare che almeno quattro possano essere inseriti fra quelli dubbi, ma ancora non sono stati collegati a Fausta Bonino.
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