Gioco
Seggi chiusi, ma in aula non ci sono i banchi
Gli alunni di Casa del Duca restano fuori dalle classi per circa tre ore. E i genitori protestano
PORTOFERRAIO. Alunni per circa tre ore nel corridoio, a sedere sul pavimento, per aspettare che le aule venissero preparate ad accogliere gli alunni. È accaduto ieri, nel plesso scolastico di Casa del Duca, a San Giovanni in quattro classi della scuola primaria che erano state trasformate, nell’ultimo referendum popolare, in seggi elettorali.
La sgradita sorpresa ieri mattina, pochi minuti prima dell'apertura dei cancelli. Le maestre sono entrare regolarmente nelle loro aule per svolgere la consueta attività didattica e non hanno trovato né sedie, né banchi. Sulle lavagne, quelle che non erano state spostate, erano ancora in bella mostra i numeri degli elettori e delle liste scrutinate. Insomma, gli ambienti erano stati lasciati nel modo in cui li avevano abbandonati gli scrutatori.
Sono state necessarie diverse ore prima di normalizzare la situazione e fare in modo che gli scolari riprendessero i loro posti per il regolare svolgimento delle lezioni in programma. Ma è montata l’onda della protesta. I genitori hanno subito interessato della vicenda i rappresentanti dei genitori della scuola, tra cui Mirco Bruno, il quale ha cercato di mettersi in contatto con il dirigente dell'istituto, Maria Grazia Battaglini. La preside ha chiesto spiegazioni al Comune. Per diverse ore si sono accavallate le telefonate ed è partito il tam tam fra i genitori, arrabbiati per il fatto che i loro figli se ne stavano ancora per il corridoio ed erano impossibilitati a entrare nelle aule. Le proteste non sono mancate, anche se il Comune prova a chiarire alcuni aspetti.
«Noi abbiamo stipulato il contratto con la cooperativa Arca – dice il funzionario del Comune, Mauro Castaldi – in cui si legge che materiale e arredi scolastici presenti nelle aule devono essere collocati nelle immediate vicinanze delle aule, in modo tale che gli operai del Comune possano rimettere tutto a posto, senza eccessive perdite di tempo. Attualmente - continua il dirigente - abbiamo la disponibilità di tre operai e i seggi nel nostro territorio sono 13. Per questo motivo, trovandoci nelle necessità di rivolgerci a una cooperativa esterna. Invece per quanto riguarda Casa del Duca, tutto è stato ammassato in palestra e gli operai non sapevano dove sistemarli e quanti in un'aula e quanti nell'altra. E questo è successo perché lunedì mattina non c'era nessun bidello - conclude Castaldi - che potesse dar loro istruzioni».
Luigi Cignoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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