Il Tirreno

L'accusa di una madre: "Tenevano mio figlio autistico in corridoio". La scuola smentisce

Bambina in una mensa scolastica (foto d'archivio)
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Bambina in una mensa scolastica (foto d'archivio)

Denuncia maltrattamenti al figlio durante la trasmissione Mattino 5. Il preside dell'istituto: "Niente di quanto affermato è vero, ci tuteleremo dal punto di vista legale"

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ISOLA D'ELBA. «Tenevano mio figlio autistico in corridoio». È l’accusa che una madre di un alunno di undici anni di una scuola dell’isola d’Elba ha lanciato dagli schermi di Mattino 5, la trasmissione Mediaset andata in onda la mattina di martedì 19. La madre ha raccontato davanti alle telecamere alcuni casi di maltrattamenti che il figlio avrebbe subito nella scuola elementare e a bordo delle scuolabus. Episodi che hanno convinto la signora a trasferire il figlio, dallo scorso marzo, in un altro istituto dell’isola, lontano circa 20 chilometri dal paese di residenza della famiglia. Le accuse hanno colto di sorpresa la scuola interessata: il preside e il consiglio di istituto hanno negato la ricostruzione della signora e hanno annunciato di adire a vie legali.

Le riprese della trasmissione Mediaset sono rimbalzate fino all’isola d’Elba e sono state prese con stupore e con amarezza dalla comunità scolastica locale, nonché dal personale del istituto che il bambino ha frequentato fino allo scorso marzo. La madre ha raccontato come, in cinque anni, il bambino venisse tenuto spesso in corridoio e lontano dagli altri alunni al «minimo segno di nervosismo», ha parlato di casi di maltrattamenti (la madre afferma di aver visto 3-4 docenti che hanno usato la forza con il bambino) e di episodi di bullismo nello scuolabus (alcuni compagni che lo hanno tenuto fermo e lo hanno preso a botte e sputi).

Le accuse lanciate dalla madre dell’alunno di undici anni sono piombate nella scuola che lo ha accolto fino allo scorso marzo. «Siamo addolorati e sconcertati dalle immagini che abbiamo visto questa mattina – ha spiegato il preside che ha negato tutto quanto raccontato dalla signora – l’unico episodio che corrisponde al vero è quello, molto grave, accaduto a bordo dello scuolabus per il quale, pur non essendo nostra competenza, ci siamo attivati immediatamente con il Comune. Sul tema del bullismo abbiamo persino organizzato incontri con genitori, alunni e con il coinvolgimento delle forze dell’ordine».

Ma, su questo il dirigente scolastico vuole essere chiaro, non «c’è niente di vero riguardo alla gestione del bambino nella nostra scuola – racconta – l’alunno era seguito costantemente da un insegnante di sostegno e da un educatore. Erano stati attivati dei percorsi personalizzati per il bambino. Le maestre lo hanno seguito anche oltre la loro mansione. Attriti con i genitori? Se ci sono stati sono dovuti alla frequenza del bambino, volevamo solo che frequentasse la scuola più spesso, visto che le assenze sono state moltissime».

La notizia uscita ieri mattina è stata presa con dolore dal corpo docente, tanto che il preside ha già annunciato azioni legali a difesa dell’immagine dell’istituto. Il primo passo formale è stato comunque compiuto con la riunione del consiglio di istituto della scuola che ha deciso di adire alle vie legali.

Cauto riguardo a quanto accaduto anche il Comune interessato: il sindaco non apprezza il clima da processo mediatico scattato sulla vicenda e attende che sia fatta chiarezza quanto prima nell’interesse di tutti. «Siamo sconcertati e basiti. Ci sono due narrazioni completamente diverse sulla questione – spiega – occorre sia fatta luce in tempi rapidi, data la gravità delle accuse. Quello che non accetto è che si dia per scontato il fatto che nella nostra scuola ci sia una banda di criminali».

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