Sicurezza
Il Comune perde la causa, 450mila euro alla Daneco
Firmato l’accordo extragiudiziale con la società che gestiva il ciclo dei rifiuti L’amministrazione di Campo costretta a pagare dopo la sentenza del tribunale
CAMPO NELL'ELBA. Il Comune dovrà elargire alla Daneco Impianti la somma di 450 mila euro. Lo ha stabilito il tribunale di Livorno cui la società si era appellata, per le prestazioni che erano state invece eseguite, fatturate e non retribuite. Fra le parti in causa, viste che nel frattempo la somma era lievitata con gli interessi nel frattempo maturati e con la rivalutazione monetaria intercorsa nel lasso di tempo considerato (si parla di 491.797 euro), è stato trovato un accordo transattivo. La cifra sarà versata in due tranche: la prima di 370mila euro entro il 30 del prossimo mese. La seconda invece di ottantamila euro da risarcire entro il 28 febbraio del 2017.
E la questione è approdata in seno alla giunta comunale campese che non ha potuto far altro che, “obtorto collo”, prendere atto della decisione assunta dal Tribunale di Livorno e disporsi al pagamento di quanto richiesto dalla Daneco. La controversia risale al giungo 1996; si parla della convenzione stipulata tra il Commissario ad Acta nominato dalla Regione Toscana, Roberto Daviddi, per il trattamento completo della gestione del ciclo dei rifiuti sulla maggiore isola della Toscana e l’allora Danieli Ecologia spa, poi diventata Daneco spa e oggi, infine, Daneco Impianti spa. Quest'ultima (che era costituita da un raggruppamento temporaneo di altre imprese), aveva ottenuto la concessione del servizio di smaltimento dei rifiuti domestici attraverso un impianto comprensoriale di selezione, trattamento, riciclaggio e gassificazione mediante attraverso la cosiddetta “fabbrica dei rifiuti” realizzata in località Buraccio nel Comune di Porto Azzurro e mediante un impianto di stoccaggio definitivo (la cosiddetta discarica comprensoriale controllata) situata in località Literno, nel Comune di Campo nell'Elba. Le motivazioni della richiesta di risarcimento alla Daneca vanno individuate nell’ «ingiustificato vantaggio - si legge nella sentenza - ricevuto a fronte della diminuzione patrimoniale subita dalla Daneco, per l’esecuzione delle prestazioni non retribuite, ovvero di quella maggiore o minore somma ritenuta di giustizia per le prestazioni eseguite e fatturate». Pare che con questa giustificazione si concluda il lungo periodo di reclami e ricorsi alla Giustizia con carte bollate (fra cui anche l'annullamento di un lodo da parte della Corte di Cassazione, con una sentenza a sezioni unite del 2008) fra l'ente pubblico elbano e la società concessionaria per la gestione del ciclo dei rifiuti. E la parola fine della vicenda l'ha scritto l'accordo extragiudiziale fra i due contendenti con l'accordo di pagare la Daneco con ben 450mila euro.
Luigi Cignoni
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