Trovati soldi e personale per il Cpia di Piombino
PIOMBINO. Al Centro provinciale di istruzione per adulti di Piombino l’evasione dei pagamenti e delle riscossioni della cancelleria è ripartita. Le fatture del noleggio fotocopiatrici e dei toner si...
PIOMBINO. Al Centro provinciale di istruzione per adulti di Piombino l’evasione dei pagamenti e delle riscossioni della cancelleria è ripartita. Le fatture del noleggio fotocopiatrici e dei toner si sono sbloccate. Ricominciato pure l’acquisto della carta e di tutto il materiale delle pulizie.
Èla firma del segretario sostituto, congiunta a quella del preside, che dà il via libera a tutti i provvedimenti di cancelleria. Lui viene a lavorare a Piombino dal lunedì al giovedì arrivando dalla sede distaccata di Portoferraio. Ed è ritornata ad operare anche la figura delle assistenti amministrative, garantita a rotazione dalle sedi di Rosignano e Livorno.
Niente di straordinario. All’apparenza sono solo giri di personale nella normale vita amministrativa e contabile della scuola pubblica. E invece a grattare sotto la superficie salta fuori l’inventiva che non ti aspetti, la mossa che permette di uscire dal vicolo cieco. «E' il progetto di formazione e tutoraggio che ho attivato che mi ha fatto uscire da una situazione insostenibile – racconta il preside del Cpia di Piombino Maurizio Grassi – Sono riuscito a trovare i finanziamenti andandoli a cercare nelle risorse interne alla scuola e ho trovato dei soldi in più per pagare il segretario che viene a lavorare da Portoferraio e le assistenti che vengono da Rosignano e Livorno». Soluzione che il preside del Cpia è stato costretto a inventarsi. La matassa da sbrogliare non era delle più semplici. La parte contabile della scuola era bloccata da quasi due mesi. «Mi mancavano la segretaria che è entrata in maternità il 15 febbraio e l’assistente, in malattia da novembre. Ma la firma della segretaria è indispensabile assieme alla mia per evadere tutti i pagamenti e le riscossioni della cancelleria». E non c’era verso di trovare sostituti. Il combinato disposto messo in piedi dal mix di malattie, maternità e legge di stabilità 2015 non lasciava scampo. Anche l'ufficio scolastico regionale guidato da Domenico Petruzzo si era limitato a esprimere una raccomandazione: attenzione a non assumere nuovo personale perché potrebbe verificarsi un danno erariale. Alla fine il preside del Cpia ha fatto di necessità virtù. Si è inventato un progetto di tutoraggio e ha pagato a spese della scuola il trasferimento del suo stesso personale. Con uno svantaggio, però.
La sede di Portoferraio è rimasta senza segretario. E le sedi di Rosignano e Livorno devono fare a meno delle assistenti quando vengono in trasferta a Piombino. Insomma. La coperta è sempre troppo corta. Ma Grassi non dispera: «Siccome con la legge 107 il governo ha dato un segnale positivo per quanto riguarda l’assunzione degli insegnanti precari, spero che si muova nella stessa direzione per il personale Ata. Non sono certo solo io che mi trovo in una situazione del genere. La gestione amministrativa della scuola è sempre più complicata». Il caso del Cpia di Piombino, infatti, è l’esempio emblematico di un fenomeno che la Cgil segnala da tempo. Istituti di Lucca e di Siena si trovano nelle stesse condizioni. Mancano all’appello 80 segretari in tutta la Toscana. Un concorso pubblico è 16 anni che non viene indetto. E continuano a mancare 200 posti complessivi nel personale Ata, ovvero bidelli e amministrativi scolastici. Il Cpia di Piombino una soluzione l’ha trovata frugandosi in tasca.
Samuele Bartolini
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