Il Tirreno

Scuolabus, bufera in consiglio comunale

di Annalisa Mastellone

Bocciata la richiesta della minoranza per un nuovo bando in cui si tenesse conto dei diritti dei lavoratori che si occupano del trasporto

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CAMPIGLIA. È approdata in consiglio comunale la questione del trasporto scolastico. Un ordine del giorno congiunto, in cui Comune dei cittadini e Movimento 5 Stelle, in vista della scadenza del contratto di servizio dell’azienda che lo gestisce, chiedevano alla giunta di predisporre un nuovo bando «al fine di introdurre dei requisiti che elevassero il livello di qualità del servizio e maggiori tutele per i lavoratori delle ditte che svolgono il trasporto».

L’istanza è stata bocciata dalla maggioranza. «Anche nell’ultimo consiglio - sostiene Cdc - la maggioranza Pd ha dato prova dell’arroganza politica che la caratterizza nonché del totale disinteresse verso i cittadini e i soggetti più deboli». E la lista ricorda i motivi alla base della richiesta, che risalgono a denunce e segnalazioni fatte nei mesi scorsi, anche dai pentastellati. Si tratta di «numerosi problemi verificatisi in questi tre anni - sottolineano i consiglieri - gli autobus utilizzati non adeguati a quel tipo di trasporto, mezzi rimasti senza carburante durante il servizio e numerose occasioni in cui questo è saltato lasciando a piedi gli scolari. A questo si aggiunge che i dipendenti, assunti con contratti a tre mesi, sono sottoposti continuamente al ricatto occupazionale, con stipendi che vengono pagati con almeno uno o due mesi di ritardo, con una contrattazione non corrispondente al tipo di lavoro che svolgono, con minori tutele e nessuna rappresentanza sindacale».

Sul tema era stata convocata una commissione consiliare ad hoc, pochi giorni prima del consiglio comunale di lunedì. «Gli assessori e i consiglieri del Pd prima hanno disertato la commissione convocata dalle opposizioni per approfondire la problematica - continua la lista - e poi hanno bocciato l’ordine del giorno dove si chiedeva di inserire nel prossimo bando dei criteri che garantissero un parco mezzi più nuovo (quindi l'età degli scuolabus come requisito preferibile, ndr), standard di sicurezza e ditte che applicassero contratti con tutele maggiori per i dipendenti».

Per Cdc si è trattato di «una chiusura totale», e ha accusato il partito di maggioranza del fatto «che quando è chiamato a interessarsi davvero della tutela dei cittadini e dei lavoratori, gira le spalle e se ne disinteressa».

Nel suo intervento l’assessore all’istruzione Alberta Ticciati ha motivato il “no” alla proposta congiunta dei due gruppi di minoranza, affrontando l'ordine del giorno punto per punto.

«Il compito della politica è definire le linee guida del bando, i macro obiettivi, ma non certo entrare nel dettaglio tecnico, che oltre a essere illegittimo è anche totalmente inopportuno visto che è esclusivo compito del dirigente del settore e degli uffici competenti che, soli, hanno le conoscenze e le competenze per andare così nel particolare - ha replicato Ticciati - La politica può dire se in sede di gara è opportuno privilegiare la qualità rispetto al prezzo, se è utile dare un punteggio per un servizio aggiuntivo piuttosto che un altro, certo non può dire che tipo di forma contrattuale devono avere i dipendenti della ditta che si aggiudica l’appalto, tantomeno intervenire per garantire l'assunzione del personale attualmente in forza da parte della ditta che sarà incaricata di gestire il trasporto scolastico, perché questo determinerebbe una limitazione alla libertà imprenditoriale se non l’illegittimità del bando di gara».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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