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Il Fials: «A rischio l’attività degli ambulatori di Villamarina»
Martedì 19 assemblea, il sindacato è preoccupato per la mancanza di personale e per i rischi sulla sicurezza
PIOMBINO. Attività ambulatoriali a rischio per mancanza di personale. Lo afferma il segretario provinciale Fials Massimo Ferrucci, sottolineando un’altra serie di nodi che soffocano Villamarina. Qui, martedì 19 dalle 11,30 alle 14, il sindacato autonomo riunirà i lavoratori in assemblea. Obiettivo, concordare iniziative in difesa di un elemento legato a doppio filo: la difesa dei diritti dei lavoratori della sanità e dei cittadini. A partire dalla sicurezza. Il ragionamento porta dritto ad alcune considerazioni sulle ultime vicende su cui si notano pericolose semplificazioni ai danni degli operatori e troppe deroghe al garantismo. Se anche fossero confermate le responsabilità di Fausta Bonino, per Fials resta impensabile che un singolo soggetto possa sabotare un sistema. «Le strutture del rischio clinico dovrebbero orientarsi verso una valutazione di ricerca dell'errore latente esaminando gli aspetti organizzativi e gestionali e determinarne i cambiamenti. Il modello di assistenza per intensità di cura - aggiunge - ha fallito e produce difficoltà per la gestione di pazienti portatori di varie patologie, prima in carico ai reparti specialistici, ora indirizzati nelle aree di Medicina. Perchè poi non è stata attuata alcuna modernizzazione delle procedure per fornire maggiori garanzie ai degenti e agli operatori?».
Il riferimento è al fatto che le terapie sono ancora annotate a mano su schede mentre la cartella elettronica non è mai stata attivata, nonostante nel reparto di Medicina, secondo Fials, siano state spese cifre importanti per il cablaggio necessario.
Il sindacato ritiene irrinunciabile un piano assunzioni straordinario per tutta la ex Asl 6, all'interno del quale si coprano le necessità della Val di Cornia. «Una maggiore sicurezza - prosegue Ferrucci - deriva da dotazione organiche adeguate evitando il salto dei riposi e lo straordinario programmato. E intanto il tema dello stress lavorativo non ha trovato una sua definizione e rappresenta una palese inadempienza della direzione aziendale».
Ferrucci teme che le ultime vicende - su cui auspica un accertamento rapido della verità chiesto dai familiari delle vittime, si traduca in pretesti per diminuire le prestazioni. «La legge regionale n.84 ed il decreto Balduzzi - afferma - sono due potenti minacce per i servizi sanitari in Val di Cornia. L'idea della fusione Val di Cornia e Val di Cecina e la distribuzione dei servizi tra i due ospedali sono ipotesi allo studio che troveranno attuazione non prima del gennaio 2017».
Nel frattempo l'assessore Stefania Saccardi ha confermato in una assemblea pubblica la chiusura del punto nascita a Piombino per mancanza dei requisiti, sostenendo che il numero delle assunzioni per tutta la ex ASL 6 è fermo ad una ventina tra infermieri e operatori sociosanitari. Tradotto, per il sindacalista Fials, significa la conferma della volontà di penalizzare la provincia dove il numero dei posti letto è inferiore a quello di tutte le altre ex Asl della nuova macroazienda ( 2.19 per mille contro 3,15 per mille parametro regionale).
Il quadro è aggravato dal numero degli operatori in rapporto agli abitanti «tra i più bassi rispetto alle ex Aziende confluite».
Tra le situazioni più difficili Fials individua quella di Medicina «dove si registra una riduzione del personale che potrà condurre a breve alla riduzione o alla chiusura degli ambulatori.
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