Il Tirreno

«Un’acciaieria moderna ma lo sviluppo arriverà dalla logistica portuale»

di Cristiano Lozito
«Un’acciaieria moderna ma lo sviluppo arriverà dalla logistica portuale»

Il commissario Piero Nardi prevede tempi più lunghi «L’investimento di Rebrab è l’unico del genere in Europa»

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PIOMBINO. Cosa resta della manifestazione di “Costa Etrusca”, dove venerdì per le premiazioni dei personaggi 2015 si sono riuniti tutti i protagonisti del progetto di reindustrializzazione piombinese? Le parole di Issad Rebrab, certo, che con grande energia ha confermato quanto sostiene da quasi un anno e mezzo, quando si affacciò sull’affare Lucchini, e cioè che il suo progetto si realizzerà per intero. Costruendo cioè una nuova acciaieria, una base logistica sul porto, e un impianto agroindustriale. Un progetto da completare «entro il 2020 secondo gli gli accordi presi col Governo», ha puntualizzato Rebrab.

Pur nell’enfasi di una giornata che ha celebrato (in anticipo, come una specie di scommessa) il disegno di Rebrab, è risultato chiaro dunque che ci saranno ancora anni duri per uscire dalla crisi occupazionale. Ma pure che un futuro – con l’annuncio che entro il 30 aprile Aferpi firmerà il contratto per il forno elettrico e il treno rotaie – ora si può immaginare.

Nella giornata venturinese spiccano le parole di Piero Nardi, che forse più di tutti ha chiara questa idea di futuro, visto che da commissario di Governo (il suo incarico cesserà il 6 novembre col rientro in fabbrica, secondo gli accordi, di tutti gli ex Lucchini) ha guidato lo stabilimento nella fase più difficile per poi traghettarlo verso l’offerta ritenuta più convincente. Nardi ha una visione complessiva del domani, in cui mette insieme i progetti di Rebrab e quelli dell’Accordo di programma.

«Immagino che Piombino nei prossimi anni – ha confidato ai cronisti prima della cerimonia in cui è stato premiato insieme a Issad Rebrab ed Enrico Rossi, presenti il sottosegretario Silvia Velo e i sindaci Massimo Giuliani e Rossana Soffritti – avrà un’acciaieria moderna, ambientalmente compatibile, più leggera i tutti in sensi. Cioè avrà meno occupati, ma allo stesso tempo la città godrà di un sviluppo diversificato, in cui il porto avrà un ruolo importante».

Per lui il momento più duro è stato «nel gennaio 2013, con l’altoforno fermo e 40 milioni per andare avanti. Quel periodo lo abbiamo superato con una gestione attenta, ma intanto non si profilavano compratori “reali”. Poi si è avvicinato Jindal e successivamente Rebrab, che mi ha convinto anche con la “follia” di un imprenditore che ha mostrato una visione profonda delle questioni. A questo proposito va detto che l’accordo con Sms Demag per impianti di alta tecnologia, attualmente è l’unico investimento del genere in Europa».

Nardi avverte quindi che «il futuro non può non considerare le previsioni dell’Accordo di programma. So che i tempi saranno più lunghi di quelli previsti, ma fin qui sono moderatamente soddisfatto».

Chi dovrà tenere ancora a lungo le redini di un Accordo di programma che ancora marcia a ritmi troppo lenti è il governatore Rossi: la prossima partita è quella della 398, per la quale ha ribadito che i soldi li dovrà mettere il Governo, «secondo gli impegni presi da Matteo Renzi». Nell’incontro di mercoledì prossimo dal viceministro dei Trasporti, Riccardo Nencini, si capirà se siamo davvero a una svolta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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