Il Tirreno

le nuove indagini

Accertamenti dell’ematologo su altri quattro decessi sospetti

LIVORNO. Sono quattro le cartelle cliniche di pazienti deceduti all’ospedale di Villamarina che gli investigatori ritengono «interessanti» e sulle quali hanno disposto un approfondimento. È questo il...

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LIVORNO. Sono quattro le cartelle cliniche di pazienti deceduti all’ospedale di Villamarina che gli investigatori ritengono «interessanti» e sulle quali hanno disposto un approfondimento. È questo il primo atto concreto della fase due dell’inchiesta “morte in corsia” che il 30 marzo scorso ha portato all’arresto con l’accusa di omicidio plurimo di Fausta Bonino, 55 anni. I quattro nuovi casi su cui stanno lavorando gli investigatori coordinati dal pubblico ministero Massimo Mannucci sono il risultato della scrematura avvenuta nelle scorse due settimane dopo le trentacinque segnalazioni arrivate ai Nas all’indomani dell’arresto dell’infermiera e nelle quali si faceva riferimento a morti che potevano essere poco chiare.

Di queste, dunque, quattro avrebbero tratti in comune con quelle che vengono contestate alla Bonino. Niente sospetti, come ha ripetuto il procuratore capo nei giorni scorsi, ma casi sui quali si stanno eseguendo degli accertamenti. Il prossimo riguarda l’affidamento della consulenza ad un ematologo che dovrà verificare alcuni aspetti medici dei decessi, a cominciare dall’eventuale emorragia che ha innescato la morte. C’è poi la possibilità più che concreta che la Procura disponga la riesumazione dei cadaveri. Il censimento dei cremati è già stato fatto e sei risultano ormai non riesumabili.

Sugli altri sette invece, gli accertamenti potrebbero far emergere non la presenza di eparina, l’anticoagulante che l’infermiera avrebbe usato per uccidere, ma il grado di eparinemia, una sorta di termometro che misura la presenza del farmaco nell’organismo. (f.l.)

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