Gioco
"A fine mese la firma per il forno elettrico"
Rebrab, premiato da Costa Etrusca, conferma gli impegni: «Con la nuova acciaieria saremo protagonisti nel mondo»
VENTURINA. «Cevital nella sua storia ha sempre rispettato tutti gli impegni. E quindi entro la fine di questo mese, come promesso all’ex ministro Federica Guidi, firmerò con Sms Demag il contratto definitivo per l’acquisto del forno elettrico e del nuovo treno rotaie».
Così Issad Rebrab, premiato dal periodico Costa Etrusca come personaggio del 2015 (riconoscimenti sono andati anche al commissario Piero Nardi e al presidente Enrico Rossi, scelte criticate dal Prc che alla stessa ora ha organizzato un presidio in piazza Gramsci) ha pubblicamente sciolto gli ultimi dubbi sull’acquisizione dei nuovi impianti. Dichiarazione seguita da quella dell’amministratore delegato di Aferpi, Fausto Azzi, che ha indicato «nella seconda metà del 2018 l’obiettivo della prima colata».
Nei locali della Sefi, Rebrab, accompagnato dalla moglie e da alcuni giornalisti algerini, è tornato a parlare in pubblico, rispondendo alle domande di Giorgio Pasquinucci, dopo molti mesi che lo hanno visto in giro per il mondo a mettere in piedi nuovi affari. Primo fra tutti quello in Brasile per una nuova acciaieria: «Siamo sviluppatori di progetti – ha spiegato Rebrab – e in Brasile porteremo parte degli impianti ex Lucchini. A Piombino realizzeremo un’acciaieria moderna in grado di competere in tutto il mondo grazie alle capacità del personale, senza cui non si può vincere nessuna sfida, puntando su qualità e competitività dei prezzi. Abbiamo sempre fatto così, non solo in Algeria ma in tutto il mondo, e non abbiamo mai fallito un investimento».
Rebrab ha rifiutato le accuse sui ritardi nei suoi progetti: «Il nostro impegno col governo è di concludere i nostri progetti, acciaieria, logistica e agroalimentare, entro il 2020, e lo faremo. Credo che in nove mesi abbiamo fatto moltissimo. Sulla scelta del forno i miei collaboratori hanno lavorato giorno e notte, ma non si trattava di scegliere una bottiglia d’acqua... In ballo ci sono centinaia di milioni, non potevamo sbagliare. I sindacati e il Governo pressavano per fare in fretta, a loro ho spiegato di stare tranquilli, che avremmo fatto tutto nel migliore dei modi. Abbiamo comprato il meglio che c’era sul mercato dal punto di vista delle tecnologie, possiamo essere grandi protagonisti sul mercato con i nostri prodotti, le rotaie che già stiamo vendendo in tutto il mondo, ma anche la vergella e le barre».
Sui problemi col Governo algerino e sulle presunte difficoltà a spostare dal proprio Paese i capitali necessari all’investimento in Aferpi, il presidente di Cevital ha gettato acqua sul fuoco. «Cevital ha lavorato sempre nella trasparenza – ha sostenuto – E’ il primo gruppo privato d’Algeria e quello che produce più posti di lavoro. Non abbiamo alcun tipo di problema con la Banca d’Algeria, sono un cittadino di quel Paese e col Governo ho avuto solo normali discussioni».
Ma chi glielo ha fatto fare di investire in un settore come quello dell’acciaio che soffre di gravi problemi in tutto il mondo? «Ho creduto nelle grandi potenzialità di una fabbrica che ha sempre prodotto acciai speciali – ha risposto – Se Lucchini non avesse avuto queste caratteristiche non mi sarei interessato all’affare. Ma naturalmente ho intravisto anche le prospettive che il porto offre alla logistica».
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