Gioco
«Premi immotivati, i veri eroi sono altri»
PIOMBINO. Un presidio in piazza Gramsci per sottolineare che i personaggi dell’anno sono altri. I lavoratori, i cassintegrati, i disoccupati, i commercianti, gli esodati, i giovani in attesa di una...
PIOMBINO. Un presidio in piazza Gramsci per sottolineare che i personaggi dell’anno sono altri. I lavoratori, i cassintegrati, i disoccupati, i commercianti, gli esodati, i giovani in attesa di una prima occupazione.
E’ il modo con cui Rifondazione comunista, oggi alle 17, contesterà l’attribuzione a Issad Rebrab del titolo di personaggio dell’anno da parte del periodico Costa etrusca. Mentre a Venturina Rebrab sarà premiato insieme al governatore Enrico Rossi e al commissario straordinario Piero Nardi, in piazza Gramsci Rifondazione inviterà a riflettere sul fatto che «verranno premiati i vertici aziendali e politici ad oggi in base a mere dichiarazioni d’intenti. Noi - si aggiunge in un volantino - pensiamo di dover riconoscere i veri protagonisti in coloro che il problema di mettere insieme il pranzo con la cena ce l’hanno da almeno due anni».
Ha declinato l’invito a partecipare all’incontro e alla cena successiva, il gruppo di Minoranza sindacale. In una nota sostiene si tratti ancora «di una commedia dell'assurdo, alla Ionesco. L'assurdo è che non ci sono motivi per premiare chicchessia. E' reale e vero, invece, che: al patron di Cevital, Issad Rebrab, è stato venduto a buon mercato, al prezzo di 5.849.493,15 euro, praticamente "regalato ", lo stabilimento, corredato di tutti gli incentivi: riduzione del 30% delle retribuzioni, contributi ambientali, energetici, fondi europei - ex Corex e denaro per gli stipendi in gran parte pagati dallo Stato attraverso gli ammortizzatori sociali. Il presidente Enrico Rossi, in campagna elettorale, liquidava per ormai risolta la situazione. Mentre nessuna delle sue promesse ha visto la luce: la tenuta in marcia dell' altoforno, la strada statale 398, la destinazione della Concordia, lo smantellamento delle navi, eccetera. Nardi ha fatto solo il suo dovere e sarà generosamente compensato. Se avesse almeno tentato di risollevare le sorti dell'azienda, tramite un programma di ristrutturazione così come prevedeva anche il mandato governativo, anziché optare subito per la cessione, forse ci sarebbero state le condizioni per il premio e la gratitudine dei lavoratori e delle loro famiglie».
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