Il Tirreno

Morte in corsia, il Riesame si riserva la decisione sulla scarcerazione dell'infermiera

L'avvocato Cesarina Barghini, legale dell'infermiera Fausta Bonino (a destra)
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L'avvocato Cesarina Barghini, legale dell'infermiera Fausta Bonino (a destra)

Al termine dell'udienza, durata oltre due ore e mezzo, l'avvocato ha spiegato che la sua assistita, ai giudici ha ribadito "di essere innocente: una situazione da incubo, inspiegabile"

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FIRENZE. Il tribunale del riesame di Firenze si è riservato la decisione sulla richiesta di scarcerazione, o in alternativa dei domiciliari, avanzata dall'avvocato Cesarina Barghini, legale dell'infermiera di Piombino Fausta Bonino, accusata di 13 omicidi, tutti pazienti del reparto di rianimazione. Al termine dell'udienza, durata oltre due ore e mezzo, l'avvocato ha spiegato che la sua assistita, ai giudici ha ribadito "di essere innocente: una situazione da incubo, non spiegabile". Il pm della procura di Livorno, Massimo Mannucci, titolare dell'inchiesta, si è opposto alla richiesta di scarcerazione e ai giudici ha consegnato altre dichiarazioni raccolte negli ultimi giorni. "Sono irrilevanti", ha risposto l'avvocato Barghini secondo la quale nell'inchiesta "c'è una totale travisazione della vicenda anche a livello medico".

I giudici Pioli (relatore), Genovese e Magi hanno ancora 5 giorni di tempo per la decisione. "Sono perfettamente normale, non sono una psicopatica, non ho fatto niente di quello di cui sono accusata, ho sempre fatto solo del bene". Queste le frasi che Fausta Bonino, secondo quanto riferito dal suo difensore Cesarina Barghini, ha detto ai giudici. Per il difensore "è paradossale" che la perizia psichiatrica debba chiederla la difesa per dimostrare "che Fausta Bonino è sana di mente. Normalmente le difese chiedono queste perizie per dimostrare il contrario. Forse doveva chiederla la procura". Poi l'avvocato Barghini, a chi le chiedeva se l'infermiera di Piombino sarà in grado di sopportare il carcere, qualora il riesame seguisse la tesi dell'accusa ha risposto: "Certo è una persona provata come lo sarebbe qualsiasi innocente in questa situazione. Spero resti in grado di sopportare tutto quanto ci sarà da fare".

[[atex:gelocal:il-tirreno:piombino:cronaca:1.13296550:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/piombino/cronaca/2016/04/14/news/infermiera-in-carcere-il-marito-fausta-e-innocente-non-ci-sono-prove-contro-di-lei-1.13296550]]Al suo ingresso in aula l'avvocato aveva rilasciato altre dichiarazioni sulle indagini. "Sicuramente non tutti i 13 morti sono dovuti a eparina - ha detto - certamente non è questo farmaco la causa dell'ultimo decesso in ordine di tempo". La decisione del Riesame attesa nei prossimi giorni seguirà quella del gip del tribunale di Livorno, Antonio Pirato, che aveva respinto la richiesta. Insieme all'avvocato c'era anche il marito della donna, Renato Di Biagio.

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di Redazione web