Sicurezza
La lapide dedicata al dottor Chierici torna alla Croce rossa
SUVERETO. La lapide dedicata al dottor Raffaele Chierici è tornata nell'atrio della sede della Cri di Suvereto, la palazzina ora tutta a disposizione dell'associazione dopo il trasloco dei medici....
SUVERETO. La lapide dedicata al dottor Raffaele Chierici è tornata nell'atrio della sede della Cri di Suvereto, la palazzina ora tutta a disposizione dell'associazione dopo il trasloco dei medici. Per i più giovani questo nome non dirà nulla, ma è stata una figura di quelle che lasciano il segno per la sua bontà d'animo.
Lo dice la stessa lapide con la sua foto realizzata nel 1959 a quattro anni dalla sua scomparsa quando aveva 64: “Il popolo di Suvereto in riconoscenza delle sue virtù questa lapide pose”.
Il dottor Chierici non è stato autore di gesti eclatanti, ma la sua presenza da medico "di famiglia" fu sempre premurosa con tutti e mai venale, quando l'assistenza sanitaria non garantiva molto.
Un episodio raccontato da un vecchio suveretano inquadra bene il personaggio. Durante una visita fece presente ad un paziente che era affetto da una forma di anemia che necessitava un maggior consumo di carne, ma questi imbarazzato gli rispose: “Dottore, con quello che guadagno non mi posso permettere di comprare la carne per la mia famiglia...”.
Il Chierici capì e uscendo da quella casa si fermò dal macellaio e gli fece recapitare la carne da lui acquistata.
La sua vita è costellata di queste piccole ma importanti prove di amore per il prossimo e per la professione che i suveretani hanno a suo tempo sottolineato. Ai suoi funerali nel 1955 partecipò tutta Suvereto, officiati da un altra notevole figura locale quale don Angelo Biondi cui è stata recentemente intitolata una piazza. E' opinione e auspicio di molti che si possa dare ad una via anche il nome del dottor Raffaello Chierici in ricordo di un cittadino benemerito.
La Cri di Suvereto, che ospita la lapide, opera da tanti anni nel comune. Negli anni '30 era stata presieduta dal dottor Luigi Chierici, fratello di Raffaelo, alla cui morte fu nominato commissario e poi presidente il professor Eugenio Massart, altra famiglia ben nota e benemerita di Suvereto e non solo. Negli anni '40 ci fu la presidenza Bixio Volpi e poi di Valentino Filippi, seguita da anni di assenza del servizio a Suvereto (non c'era nemmeno un autoambulanza).
Negli anni '60 il presidente Dino Parlanti, col contributo suo e di altri suveretani, acquistò una Fiat 1100 e, finalmente, negli anni '70 lo stesso Parlanti acquistò col contributo del Monte dei Paschi un mezzo "moderno", la Fiat 238, rimasta in servizio fino alla fine degli anni '80. Gli ultimi presidenti Cri sono stati Umberto Gamurzi, Alberto Pistolesi, Massimo Fiaschi e quello appena nominato Fausto Micheli.
Michelangelo Pasquinelli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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