Sicurezza
Aferpi, è stata confermata la ripartenza del Tpp
Dopo gli slittamenti precedenti l’impianto tornerà a funzionare lunedì. Fiom: «Liquidità e consolidamento degli accordi commerciali restano le priorità»
PIOMBINO. C’ha pensato una telefonata arrivata ai sindacati intorno alle 19 di giovedì 14, a sospendere le fibrillazioni che avevano scandito la giornata.
Con quella telefonata, Aferpi ha confermato ai coordinatori di Fim, Fiom e Uilm che lunedì il Tpp ripartirà.
Fino ad un minuto prima, si era rincorsa con forza la voce che sarebbero stati necessari altri giorni. E gli slittamenti precedenti (prima il 4, poi l’11 infine il 18 aprile) aumentavano i timori, accresciuti dal fatto che nel frattempo restano ancora fermi gli altri laminatoi.
Il comitato degli iscritti Fiom ieri ha diramato una nota in cui si esprimeva preoccupazione. Sottolineando una condizione che, al di là della conferma di lunedì, resta inossidabile e intatta: il consolidamento rapido del mercato e degli accordi commerciali a medio e lungo termine con i fornitori e con i clienti. Il ragionamento torna, quindi, ad un’altra condizione ritenuta prioritaria: l’immissione della liquidità necessaria per la gestione dell'azienda attraverso l'impegno preso dal presidente Rebrab con l'ex ministro Guidi.
«Entro la fine di marzo - ricorda la Fiom - dovrebbe essere stata immessa una quota rilevante di liquidità, ma ad oggi non è ancora dato sapere se effettivamente questo circolante è stato messo nelle casse dell'azienda da parte della proprietà. La contrattualizzazione dell'acciaieria elettrica e del nuovo treno rotaie devono velocemente trovare il naturale epilogo nel contratto di acquisto definitivo entro la fine di aprile. Solo dopo, c'è bisogno di un nuovo incontro in sede ministeriale dove, a quel punto, l'azienda è chiamata a produrre un nuovo cronoprogramma per la realizzazione del piano industriale nella sua interezza: siderurgia, logistica e agroalimentare che permetterà come previsto dagli accordi sottoscritti di occupare tutti i lavoratori».
In sostanza, per la Fiom, la strada da percorrere è ancora lunga e ancora da concretizzare. Per questo, a differenza di Fim e Uilm , diserterà l’incontro di Costa Etrusca, non ritenendo condivisibili le motivazioni dei premi (andranno a Issad Rebrab, al presidente Rossi e all’amministratore straordinario, Piero Nardi).
Nessuna sosta, però, neanche all’iniziativa di Rifondazione in piazza Gramsci, «perchè non è il caso di strumentalizzare il sacrificio che stanno facendo i lavoratori diretti e indiretti cavalcando politicamente il malcontento».
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