Lutto
I Nas acquisiscono altre cartelle cliniche
Gli inquirenti vogliono verificare se fra questi casi ce ne sono alcuni riconducibili a iniezioni di eparina
LIVORNO. I carabinieri del Nas tra ieri e martedì hanno iniziato ad acquisire alcune delle cartelle cliniche relative ai trentacinque casi di morti “sospette” all’ospedale Villamarina di Piombino segnalate dai parenti all’indomani dell’arresto di Fausta Bonino, l’infermiera arrestata il 30 marzo scorso.
È da questo primo atto che inizia per gli investigatori un lungo percorso di incrocio di dati. Obiettivo: verificare se di questi decessi ce ne siano uno, o più di uno, che possano essere ricondotti all’infermiera indagata per tredici delitti commessi tra il gennaio del 2014 e il settembre dell’anno successivo nel reparto di Rianimazione usando l’eparina.
Ieri il procuratore capo Ettore Squillace Greco ha precisato come «al momento, l'oggetto delle indagini che sono ancora in corso, riguarda i 13 casi già contestati» e che «non risultano allo stato attuale nuovi casi di morti sospette». Facendo però intendere come la procura livornese stia comunque valutando con attenzione ogni segnalazione riguardante eventuali altri casi. Ed è qui che entrano in campo gli accertamenti che stanno conducendo i militari.
Oltre a spulciare vecchie cartelle cliniche, i militari - come anticipato ieri - hanno effettuato un censimento tra le tredici vittime attribuite alla Bonino per verificare quante di queste fossero state cremate in vista di una riesumazione.
Il risultato è che su sei dei tredici defunti sarà impossibile effettuare ulteriori analisi per verificare se ad ucciderli sia stata una emorragia. Cosa che potrà invece essere fatta sugli altri sette.
Nuovi interrogatori. Intanto ieri mattina sono continuati anche gli interrogatori da parte del pubblico ministero Massimo Mannucci nei confronti di persone informate sui fatti. Dopo alcune colleghe dell’infermiera ascoltate martedì, ieri è stata la volta di un medico del reperto, mentre oggi sarà la volta di altri testimoni.
Udienza al Riesame. Un lavoro, quello della Procura, che va in una direzione precisa: raccogliere elementi utili per irrobustire l’impianto accusatorio in vista dell’udienza del Riesame in programma domani al tribunale di Firenze. Al centro dell’udienza, fissata per le 9 del mattino, la richiesta dell’avvocata di Fausta Bonino, Cesarina Barghini, che ha chiesto la scarcerazione della propria assistita poiché a suo avviso, gli elementi di prova a carico dell’infermiera sono pochi e non giustificano il carcere.
Tra i punti che il legale ha evidenziato nell’istanza, anche l’errore nella trascrizione di una delle intercettazioni finita nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari. E più precisamente quella in cui una collega racconta alla Bonino di una conversazione avuta con un’altra collega nella quale si ripete: «Paola mi raccomando, te non devi dire nulla...». Frase inizialmente attribuita (per errore) all’infermiera arrestata.
Se da un lato la difesa pone l’attenzione su alcune presunte lacune investigative, la procura ha già inviato al tribunale del Riesame le nuove testimonianze raccolte in questi ultimi giorni.
Materiale che secondo chi indaga dovrebbe indurre il tribunale a confermare la misura cautelare in carcere nei confronti della cinquantacinquenne.
@fedelazzotti
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