Il Tirreno

Le imprese sognano sempre il Comune unico

di Antonella Danesi
Le imprese sognano sempre il Comune unico

Serini (Cna): con tre amministrazioni non saremo in grado di risolvere i problemi dell’isola

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PORTOFERRAIO. Pillole di condivisione e nuovi contributi di idee: Giannina Usai segretario dell'Ancim, l'associazione che riunisce i comuni delle isole minori, ha portato il suo contributo al convegno affermando la necessità di unirsi, perché «piccoli non si conta» ma con alcuni distinguo. «Noi siamo già un'associazione di 36 comuni che agiscono insieme – ha detto Usai – un esempio virtuoso. Ho cercato di richiamare l'attenzione del Parlamento e della Regione all'individuazione del percorso perché la strada della semplificazione amministrativa non può essere unica per tutti, laddove ci sono situazioni diverse». Alla luce di questo nuovo disegno di legge quindi ha invitato il Parlamento a tenere conto di un percorso diverso per i comuni delle isole minori che già hanno trovato un’aggregazione nell'Ancim. «Propongo di recepire quei concetti che l'Unione Europea ha individuato – ha chiarito Usai – che ci deve esser differenziazione, magari con una clausola speciale di compatibilità con le norme. Il percorso da fare l'Ancim è già pronta ad indicarlo».

«Mi piacerebbe - ha detto Gianni Anselmi .- che sull'Elba ci si collocasse nei vagoni di testa dell'innovazione istituzionale». Una considerazione che trova d'accordo Umberto Paoletti, direttore della Confindustria di Livorno, convinto che «se vogliamo resistere a tutti i costi al cambiamento, siamo rassegnati a subirlo perché l'innovazione porta cambiamenti a prescindere dalla nostra volontà. L'identità dei nostri luoghi quindi non si difende con la resistenza al cambiamento». Ma suggerisce di catalogare con calma i vantaggi che può portare la semplificazione istituzionale.

Vantaggi sicuri, secondo Massimo De Ferrari, presidente dell'associazione Albergatori elbani e Maurizio Serini, vicepresidente provinciale della Cna. «Noi non riusciamo ad essere protagonisti del nostro cambiamento – ha commentato Serini – aspettiamo sempre che qualcun altro lo sia per noi e questo è un grave sbaglio». E la soluzione è il Comune unico. «I tempi di chi fa economia, dei cittadini e di chi ha bisogno di servizi – ha commentato – sono diversi da quelli della politica e dell'amministrazione pubblica. Se non riusciamo a coordinare questi tempi siamo finiti. O corriamo a siamo costretti a dipendere da qualcun altro». Serini suppone come il passaggio con tre o due comuni rallenterà sull'obiettivo finale di avere un'amministrazione che possa guidare l'isola in una nuova direzione. «Per noi che facciamo turismo il marchio Elba è già uno – ha terminato De Ferrari – senza i singoli comuni. L'interesse è quello insulare, abbiamo bisogno di avere risorse per i porti e l'aeroporto, avere regole uniche e costi unici e tutto questo passa attraverso la proposta del comune unico. Tre comuni non risolvono il problema».

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