Il Tirreno

Campo piange il suo Commodoro

Campo piange il suo Commodoro

È morto a 78 anni Cesare Ditel: uomo di mare, ha condotto una vita da libro al comando di navi da crociera di tutto il mondo

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CAMPO NELL’ELBA. Marina di Campo è in lutto per la scomparsa del Commodoro. Cesare Ditel, comandante di navi molto conosciuto sull’isola, è morto domenica sera all’ospedale di Pisa, dove era ricoverato da alcuni giorni. Aveva 78 anni.

Per l’Elba e la comunità campese è una grande perdita, un colpo doloroso per i parenti e gli amici più stretti.

Cesare Ditel, dopo essersi diplomato all’Accademia navale di Livorno, ha navigato per tutti gli oceani su navi passeggeri di Compagnie italiane ed inglesi comandando anche, per alcuni anni la Star Princess, che è stata la nave da crociera più grande del mondo. Era conosciuto da tutti come il “Commodoro” per l’omonimo e prestigioso riconoscimento ricevuto e la consegna di due Sciabole d’Oro donate nel 2006 dalla Regina d'Inghilterra Elisabetta II. Aveva importanti amicizie in Italia e all’estero: Carlo Azeglio Ciampi, Henry Kissinger, Margaret Thatcher, George Bush senior con la moglie Lady Barbara. Il Rotary club dell’isola d’Elba ha voluto dire il suo “grazie” a Cesare Ditel, assegnandogli il premio testimonianzna alcuni anni fa per aver tenuto alto il nome dell’isola nel mondo.

Da qualche anno si era ritirato in pensione a Marina di Campo, paese natale a lui tanto caro. Aveva un grande interesse per le tradizioni campesi e quando era beltempo gli piaceva fare lunghe camminate per le colline oppure andare per mare tutto solo con la canoa. Passava molti pomeriggi in casa dell’adorata anziana madre assieme alla sorella e al cognato.

«Ogni volta che torno rivivo il tempo giovanile con grande emozione - raccomntava Ditel in un’intervista di alcuni anni fa a sitodelmare.it. Ricordo i miei pomeriggi con i compagni di allora, le faticose remate con le barche per la pesca nel golfo di Marina di Campo col bollentino o la totanaia. Si tornava a terra col cesto colmo di perchie, giudole, denticiotti e totani che venivano cucinati dalle nostre mamme per la cena. Il mare col suo profumo e i suoi colori attraversava la nostra pelle fino alle ossa dandoci le prime energie per affrontare la vita seguendo le orme dei nostri genitori. Nella mia mente tornano sovente i grandi della marineria campese, Celestino Spinetti, che aveva attraversato Capo Horn, e gli altri capitani marittimi. i Mattera, i Dini, i Danesi e mio padre Italo».

Ditel incontrava spesso gli amici più cari, memorabili le serate e le cene in loro compagnia. Cesare era figlio di Italo Ditel, anche lui uomo di mare: iniziò la sua carriera da marinaio per poi arrivare a comandare la nave.

Cesare ha proseguito la carriera del padre diventando uno dei più abili e apprezzati comandanti di navi da crociera al mondo.

Lascia la moglie Janita, i figli Jordan e Ryan, la madre Iva e la sorella Piera.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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