Il Tirreno

Rianimazione ai raggi X Oggi tocca agli ispettori

di Alessandro De Gregorio
Rianimazione ai raggi X Oggi tocca agli ispettori

Dopo la commissione regionale, arrivano gli esperti inviati dal ministro Lorenzin Intanto proseguono le stoccate tra l’avvocato dell’infermiera e gli investigatori

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PIOMBINO. Dopo la commissione regionale, è la volta degli ispettori ministeriali. La task force del ministero della Salute da oggi sarà all’ospedale Villamarina per capire cosa sia successo in questi due anni nel reparto di Rianimazione, perché ci siano voluti tredici morti prima di accorgersi che qualcosa non andava e perché le prime segnalazioni partite dal laboratorio analisi siano cadute nel vuoto.

Il ministro Beatrice Lorenzin in un primo momento aveva detto di voler attendere che le indagini della magistratura fossero in via di conclusione, ma poi deve aver cambiato idea.

Avvocato all’attacco. Le indagini sono apertissime. Finora hanno prodotto un arresto, quello dell’infermiera Fausta Bonino, tuttora in carcere a Pisa dove continua a proclamarsi innocente e da dove spera di far ritorno a casa già nei prossimi giorni. Accusata di aver agito da sola, sulla base di non si sa quale motivazione, e di aver ucciso dodici di quei tredici pazienti con iniezioni di eparina (un anticoagulante), Bonino è difesa a spada tratta dal suo avvocato Cesarina Barghini che ha già ingaggiato una battaglia con i carabinieri del Nas e la Procura. Dopo aver incassato il no del gip alla scarcerazione, l’avvocato ha fatto ricorso al Tribunale del riesame in due atti. Prima sottolineando «i motivi medico-scientifici per cui non si può continuare a tenere in carcere la mia assistita», riferendosi evidentemente all’epilessia di cui l’infermiera ha sofferto in passato e per la quale si stava curando. Poi ha depositato un’integrazione denunciando un errore nella trascrizione di un’intercettazione, uno scambio di voce.

La telefonata e l’errore. E’ una telefonata dell’1 ottobre 2015, registrata alle 11,34 all’indomani del decesso del tredicesimo paziente (29 settembre), tra la Bonino e una collega, Paola Mazzei. Nell’ordinanza del gip Antonio Pirato si attribuisce a Bonino la seguente frase: «Paola mi raccomando, te non devi dire nulla, non litigare, non fare niente» e secondo l’avvocato è su questa frase che si fonderebbe il pericolo di inquinamento probatorio con cui è stata affermata la necessità del carcere.

La replica degli investigatori. Gli investigatori ammettono che si è trattato di un errore di trascrizione, un copiaincolla sbagliato. I due punti e le virgolette a quanto pare dovevano andare dopo Paola, la collega alla quale la frase andrebbe attribuita. Ma gli stessi investigatori negano che quella frase abbia tutto quel valore e ricordano il contenuto delle altre intercettazioni. Per esempio quella di poche ore dopo, registrata alle 16,31 di quello stesso 1 ottobre 2015, tra le stesse colleghe. In questa, Bonino si riferisce alla cremazione di una paziente (Marcella Ferri) morta ad agosto («L’hanno cremata, non possono fare riscontri che la faccenda è chiusa, la loro parola contro la nostra»). E soprattutto quella del giorno successivo, il 2 ottobre, dopo che la Bonino era stata sentita dai carabinieri («Ho fatto finta di non sapere che era cremata, no?»).

Aspettando il Riesame. La decisione del Tribunale del riesame è attesa in settimana. Forse arriverà già mercoledì, come dice l’avvocato Barghini che domani tornerà a visitare la propria assistita in carcere.

Gli ispettori ministeriali. Intanto oggi a Villamarina arrivano gli ispettori ministeriali, insieme ai rappresentanti di Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari), ai Nas (che dipendono dallo stesso ministero) e a uno o due rappresentanti della Conferenza delle Regioni (ma non in rappresentanza della Toscana). La task force oggi, e forse anche domani, lavorerà per capire cosa non ha funzionato nelle procedure di rischio clinico. Perché in ogni caso, come è stato ribadito anche alla commissione regionale, i primi dubbi sugli “scoagulati” erano stati sollevati dal laboratorio analisi sin dal gennaio 2014, e quindi dopo la prima delle tredici morti per cui si sta indagando. In quel periodo il primario era un medico livornese ora in pensione, il dottor Massimo Tanteri, che dovrebbe essere sentito sia dalla commissione regionale che da quella ministeriale.

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