Attenzione
Cento diportisti in rivolta contro la Cpc
Terre Rosse, nasce un comitato di assegnatari di posti barca: «L’approdo è in degrado, vogliamo un incontro»
PIOMBINO. Un centinaio di proprietari di posti barca dell’ormeggio Cpc a Terre Rosse (l’altro ormeggio è il Pontedoro, ndr) si sono riuniti in comitato e hanno da tempo ingaggiato un braccio di ferro con la Cpc srl, società che ha in concessione una parte del canale, per quasi 600 posti barca complessivi. I problemi sono legati in particolare alle condizioni dell’approdo che, in particolare dopo l’alluvione del 28 ottobre scorso, versa in stato di degrado, almeno secondo l’opinione dei componenti del comitato. I cento proprietari, per questo motivo, hanno smesso di pagare il canone e chiedono un intervento sia del Comune che dell’Autorità portuale.
In realtà, il Comune è interessato solo marginalmente, se non per mantenere una sorta di “pace sociale” in un settore, quello del diporto, che è fondamentale per la città. L’Autorità portuale, invece, pur avendo la titolarità del demanio marittimo, controlla solo una parte del canale che, dal ponticino in su, è del demanio idrico, quindi controllato ora dalla Regione, dopo la chiusura delle Province. E la concessione alla Cpc è ancora provinciale. Insomma, la vicenda è complessa.
Sabato, nelle sale dell’Arpat, si sono quindi riunite più di 100 persone per chiedere al l'assessore Capuano (che lavora anche per l’Autorità Portuale) di intervenire per - scrivono in una nota - «trovare una soluzione all'ormai annosa vicenda dell'ormeggio Cpc, da tempo all'attenzione dei tribunali di Livorno e Firenze. Promotore dell'iniziativa il comitato Terre rosse presieduto da Fernando Dami e assistito dallo studio Giovannini & partners di Pisa e dallo studio Ballati di Piombino. Il comitato, aperto a tutti coloro che hanno interesse e che ha già proposto una class action davanti al tribunale di Firenze, vuole denunciare all'assessore l'inaccettabilità dello stato di degrado nel quale versa l'ormeggio. Situazione di degrado inaccettabile perché quello stesso ormeggio per l'ampiezza, la posizione strategica e le potenzialità potrebbe essere fiore all'occhiello del territorio ed è comunque approdo già molto frequentato. Quello che si dall'amministrazione è che l'area è oggetto di un vasto progetto di sviluppo. Per questo il comitato chiede in tempi molto brevi un incontro fra le parti per trovare una soluzione».
E non finisce qui: «Nel corso della discussione - scrivono ancora - è emerso peraltro che l'attuale concessionario dell'ormeggio ha rateizzato i canoni concessori scaduti. La notizia ha preoccupato molto i membri del comitato che, pur nella consapevolezza che si tratta di un primo segno di buona volontà per recuperare una situazione che sembrava alla deriva fa sorgere importanti dubbi su quale sia stata la precedente gestione che rende dunque ancora più urgente la necessità che si trovi una soluzione alla questione. Il comitato ha dichiarato sul punto la propria completa disponibilità a contribuire in maniera costruttiva alla soluzione precisando però che è fondamentale, anche alla luce dell'importanza strategica, che si proceda lungo percorsi di trasparenza e di chiarezza assoluta, anche alla luce dell'importanza che i nuovi progetti possano assumere per lo sviluppo del turismo piombinese. Non resta che aspettare l'incontro, nella speranza che si possa trovare una soluzione».
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