Gioco
Il ritorno dello "street polpo" all'Elba - Video
Due fratelli e un’Ape fanno rivivere la tradizione isolana della “granfia”
PORTOFERRAIO. Non c’è niente di più moderno delle vecchie tradizioni. E nessuno - turista o residente che sia - può resistere alla tentazione della granfia del polpo lesso. Sono le due semplici regole che Marco e Giacomo Paoli, i due fratelli elbani titolari del ristorante Il Giardino degli aranci di Bagnaia, hanno imparato bene.
Da giorni stanno gironzolando per le strade di Portoferraio, all’isola d’Elba, a bordo del “Polpaio”, il loro Ape/cucina itinerante. Un gioiellino dello street food, dipinto in stile retro con tanto di tenda biancoceleste ma - soprattutto - dotato di fornelli, piastre e tutto ciò che occorre per sfornare a buon ritmo 4-5 piatti come Dio comanda.
VIDEO QUANDO L'APE FA... GOLA
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Basta che il “Polpaio” si fermi in un parcheggio per vedere, nel giro di pochissimi minuti, formarsi un capannello di curiosi e golosi. Tutti in fila per la granfia (un pezzo di tentacolo), la tonnina all’elbana o, magari, per la fritturina di pesce calda al punto giusto. «Non ci siamo mica inventati niente – racconta Marco Paoli – è solo che abbiamo riattualizzato una tradizione che Portoferraio non ha dimenticato, mettendoci un tocco di modernità».
Giacomo e Marco erano piccolini quando vedevano all’opera nel cuore della darsena medicea e del centro storico portoferraiese i vecchi banchetti del polpo. Non c’è un elbano che non ricordi i fratelli Cioni tagliare e servire le granfie di polpo lesso alla forchetta, accompagnate dai topini di vino bevuti all’ombra, a due passi dalle banchine e dal salmastro. Poi le norme più stringenti per la somministrazione del cibo e per quel tipo di attività, hanno comportato la chiusura delle bancarelle.
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«Gli elbani ricordano tutto questo con nostalgia, per questo i nostri clienti non sono solo turisti, ma anche tanti cittadini dell’isola che vogliono assaggiare piatti tipici preparati da noi – racconta Marco Paoli – perché abbiamo aperto questa attività? Perché sull’isola sono pochissimi i luoghi che offrono da mangiare qualcosa di tipico e veloce a base di pesce. Noi abbiamo pensato di colmare questo vuoto. E, per farla ancora più originale, abbiamo pensato a qualcosa di itinerante. L’Apino è un vero gioiello e rispetta tutti gli standard di igiene e pulizia richiesti, come una vera cucina».
Così che i fratelli Paoli si sono attivati e si sono recati a Terranuova Bracciolini per far visita alla ditta Resti, specializzata in autonegozi. E, una volta pronto l’Apino Polpaio, lo hanno imbarcato sul traghetto in partenza per l’Elba. «Io e mio fratello gestiamo un ristorante a Bagnaia, vicino a Rio nell’Elba – racconta Marco – stiamo aperti per tutta la stagione turistica. In questi giorni stiamo girando noi per la città, ma contiamo di assumere qualcuno che ci dia una mano a portare avanti l’esperienza del Polpaio. L’idea è lavorare con l’Apino soprattutto nelle ore dell’aperitivo nel weekend, e per pranzo».
Al momento un’ordinanza del Comune di Portoferraio vieta alle attività itineranti di stazionare nel centro storico, ma i fratelli Paoli sperano di superare l’ostacolo. Del resto il vecchio centro storico mediceo sarebbe la location più adatta per il Polpaio, un modo per far rivivere agli elbani il ricordo delle vecchie attività chiuse negli anni Novanta. «Facciamo pochi piatti, al massimo cinque – racconta Marco Paoli – tutti fatti con pesce fresco di giornata. Proponiamo qualcosa di tipico e di veloce da mangiare. E, almeno a vedere le reazioni di questi giorni, i clienti apprezzano i nostri sforzi».
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