Sicurezza
Arti e mestieri, ecco le foto dei piombinesi
Pino Bertelli e Paola Grillo realizzano un catalogo con i volti di chi lavora nella nostra città
PIOMBINO. Una documentazione fotografica sui mestieri e le arti a Piombino e in Val di Cornia, ma anche un progetto di antropologia fotografica per vedere come sono cambiati nel tempo il tessuto commerciale, le professioni, i mestieri e dove andremo in futuro.
Gli scatti saranno realizzati, da aprile a dicembre 2016, dal fotografo Pino Bertelli insieme alla documentarista Paola Grillo. «Piombino è cambiata, sta cambiando e cambierà ancora - spiega il vicesindaco Stefano Ferrini - Nuove professioni, nuovi lavori, ma anche antichi mestieri che sopravvivono e si affermano oltre l'acciaio e che si faranno sempre più strada. Da qui l'idea di Bertelli di raccontare una Piombino diversa da quella che anche lui nel tempo ha raccontato mirabilmente. Una Piombino fatta di diversificazione presente e futura, ma concreta, che ha facce ed espressioni dei volti di tutti coloro che sono portatori di merito, di arte, di manualità, di creatività e che rischiano in proprio ogni giorno».
Una ritrattistica di persone, volti, corpi presi dunque all'interno delle loro attività lavorative. La documentalista annoterà anche microstorie dei piombinesi, i loro ricordi, le loro emozioni, la loro quotidianità e le riflessioni di una città che, seppure in difficoltà, guarda al futuro, senza dimenticare le radici siderurgiche, ma forte anche delle sue tradizioni marinare, agricole, artigianali e culturali facendo emergere tutte quelle risorse nascoste che rappresentano la ricchezza della città.
Saranno scattate 1000/1200 immagini che poi verranno selezionate per una mostra e un catalogo di circa 200 foto. L'intera raccolta fotografica verrà depositata dall'autore nell'archivio storico della città.
«È una cartografia di fotografia sociale a fianco dei piombinesi - spiega Bertelli - che non vogliono dimenticare e al contempo vogliono proiettarsi verso un divenire solidale e fraterno con l'intera comunità». Un progetto condiviso anche dalle associazioni di categoria. «Siamo sicuri che il radicamento alle tradizioni e al territorio sia il primo passo per riuscire a innovare e sviluppare le attività economiche ed umane» afferma Gabriele Bilancieri coordinatore di Confcommercio, mentre Elena Badalassi di Confesercenti ricorda l'attenzione della sua associazioni per questi temi, dimostrata anche con la cura di altri progetti tesi a valorizzare il tessuto commerciale del territorio come “Botteghe storiche”.
Infine Alessia Fagioli, di Cna Val di Cornia afferma: «Sono le persone che fanno la storia di un territorio, anche economica e le piccole e medie aziende lo sanno bene, perché in esse la componente umana è nettamente prevalente rispetto alla macchina».
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