Il Tirreno

referendum

Oggi la Cgil raccoglie le firme

Con i quesiti si chiedono la cancellazione dei voucher e più tutele

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PIOMBINO. Oggi parte ufficialmente la raccolta delle firme a sostegno della legge di iniziativa popolare collegata alla Carta dei Diritti universali del Lavoro e dei tre quesiti referendari su appalti, articolo 18 e Voucher. In tutta Italia si organizzeranno iniziative per la presentazione della Carta e a sostegno della raccolta firme.

A Piombino si potrà firmare all’ingresso della Coop in via Gori dalle 9 alle 12. Le motivazioni sono state presentate dal coordinatore Franco Franceschini: «L’obiettivo è quello di offrire al Paese un'altra strada di politica economica. Vogliamo un'altra strada di distribuzione della ricchezza che parta dal lavoro e dal suo riconoscimento», ha detto. «Al contrario, nell'Italia di oggi, pochi continuano ad arricchirsi mentre peggiorano le condizioni di lavoro di tanti».

Nella piattaforma della Cgil, si sottolinea che un Paese che non pensa alla dignità delle persone è un Paese che diventa misero e degrada. Il sindacato si rilancia e, con la Carta dei diritti, avanza una proposta fondamentale. «Il 2016 - si afferma - è l'anno in cui ci siamo detti non si può rimanere in posizione di difesa, con l'orgoglio e il rispetto del lavoro straordinario che abbiamo fatto durante la crisi a tutela dell'occupazione e delle persone. Ora questa difesa non è più sufficiente: proviamo a cambiare le cose a tutto campo, proviamo a cambiarle nel quotidiano proponendo un nuovo modello di relazioni industriali, dicendo alle nostre controparti che l'attacco alla contrattazione non funziona, basta con la logica che quando c'è un paese in difficoltà si tagliano diritti e aspettative, si tagliano le pensioni. In questo scenario è sempre presente l'attenzione ai giovani».

Con i tre quesiti referendari si chiede la cancellazione del lavoro accessorio (voucher); la reintroduzione della piena responsabilità solidale in tema di appalti; la nuova tutela reintegratoria nel posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo per tutte le aziende al di sopra dei cinque dipendenti.

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