Gioco
Nuova richiesta di scarcerazione per l'infermiera
Il tribunale del riesame deciderà entro qualche giorno. Intanto sarà l'Asl a risarcire i parenti
PIOMBINO. Il Tribunale del riesame di Firenze deciderà entro un paio di settimane se scarcerare o meno Fausta Bonino, l’infermiera 55enne accusata di aver ucciso 13 pazienti nel reparto di rianimazione di Villamarina.
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Cesarina Barghini, difensore della donna, ha depositato giovedì 7 il ricorso dopo che la richiesta di scarcerazione della sua assistita era stata bocciata da Antonio Pirato, gip del Tribunale di Livorno.
Intanto cresce il numero delle persone che, pur non avendo un familiare compreso nella lista delle persone la cui morte viene attribuita a Fausta Bonino, si rivolgono agli avvocati o chiedono direttamente le cartelle cliniche all’Asl, per verificare se la morte del proprio familiare può essere associata ai 13 casi rilevati da Nas e Procura.
Diversi avvocati sono già al lavoro, per mettere insieme i vari casi e poi affidare a un ematologo lo studio delle cartelle cliniche.
Certo, sono prevedibili importanti risarcimenti sia che al termine del procedimento giudiziario vengano attribuite responsabilità all’unica indiziata, sia che venga comunque stabilito, come pare accertato già in vari casi, che la morte è avvenuta per alte – e ingiustificate – concentrazioni di eparina nel sangue.
Risarcimenti che sarebbero a carico del sistema sanitario: la Toscana infatti da tempo è in regime di autoassicurazione, cioè paga da sé i “danni” che avvengono nelle sue strutture ospedaliere. Una strada scelta per schivare gli alti costi delle polizze, e favorire la composizione stragiudiziale dei contenziosi, almeno quelli meno onerosi.
Anche per questo l’Asl sta tentando di costruire un rapporto con le famiglie delle vittime, che comunque sono già tutte seguite da studi legali. Dunque in ogni caso per il sistema sanitario toscano si profila la possibilità di dover rifondere alle famiglie cifre importanti che, solo facendo riferimento alle 13 ufficialmente coinvolte, a occhio non sarebbero inferiori ai 5-6 milioni.
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In questo caso infatti non sarebbe rilevante la condizione economica o l’età delle vittime (come avviene solitamente nella medicina legale), visto che a essere valutato sarebbe il “danno affettivo”, con un risarcimento spettante a ogni singolo componente della famiglia, riguardando quindi coniuge, figli e fratelli. Se, come ritengono Nas e Procura, si arriverà a un procedimento penale nei confronti di Fausta Bonino, ovviamente ci saranno tempi lunghi.
E se anche in astratto la donna venisse ritenuta colpevole fino all’ultimo grado di giudizio, per ottenere i risarcimenti sarà necessario attendere le le valutazioni del tribunale civile. Ragionamenti in questo momento superati dall’attesa per capire se il Riesame valuterà in modo diverso dal gip la richiesta di scarcerazione dell’infermiera, presentata dal suo avvocato, Cesarina Barghini.
Lunedì 11 intanto gli ispettori della task force per le emergenze, istituita dal ministero della Salute, saranno a Villamarina per svolgere le proprie indagini in merito alle procedure adottate nell’ospedale piombinese.
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