Il Tirreno

Una carta archeologica del territorio di Marciana

Una carta archeologica del territorio di Marciana

Un progetto che coinvolge le università di Firenze e di Siena Il sindaco Bulgaresi: «Abbiamo un patrimonio enorme, ma poco conosciuto»

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MARCIANA. Una carta archeologica dell'intero territorio marianese. È un progetto presentato da Marco Benvenuti, del dipartimento Scienze della Terra dell'università di Firenze, e da Franco Cambi, del dipartimento di Scienze Storiche e di Beni culturali dell'ateneo di Siena, sul quale la giunta marcianese ha espresso parere positivo. «Si tratta - dice il sindaco di Marciana, Anna Bulgaresi - di un atto d'indirizzo. Adesso dobbiamo preoccuparci di individuare le fonti di finanziamento del progetto. Il nostro territorio presenta un’ampia e diffusa dislocazione di importanti siti storici e archeologici non conosciuti e individuati. Con il lavoro che compiranno i due docenti universitari ci proponiamo di valorizzare il nostro patrimonio culturale e metterlo al tempo stesso a disposizione della cittadinanza non solo, ma anche dei nostri studenti e quelli che giungeranno all'Elba e agli ospiti, nonché agli stessi studiosi e appassionati di archeologia. Tale progetto nella suo completezza non può essere finanziato in toto dalle nostre finanze. Per questo abbiamo ritenuto necessario rivolgerci a fondazioni o a altri enti». L'impegno di spesa non è eccessivo, considerato la mole di lavoro che sarà eseguita. Si parla tuttavia di un compenso di sei mila euro al coordinatore della parte archeologica; di due mila euro per il coordinatore ella parte geomorfologica della ricerca. Inoltre si parla di alloggi di cinque studenti e due responsabili per almeno due mesi durante i quali saranno compiute le ricognizioni sul territorio. Saranno passati ai raggi X quarantacinque chilometri quadrati di territorio marianese con particolare riferimento alle chiese, pievi e santuari che vi insistono (Santa Caterina, San Sebastiano, San Cerbone, Madonna del Monte, San Bartolomeo, solo per citarne alcuni); quindi si passa all'individuazione dei siti archeologici più noti e quelli che hanno fornito interessanti reperti esposti presso il museo archeologico sempre di Marciana (quali monte Castello, masso dell'Aquila, Serraventosa e Madonna del Monte). Inoltre il progetto prevede che venga effettuata un'analisi Lidar, un'applicazione basata sulla tecnologia della scansione remota delle immagini. La scansione ripulisce virtualmente le zone dalla vegetazione e consente di individuare le anomalie che sono riflesse da eventuali strutture archeologiche sepolte. «La nostra speranza - conclude il sindaco Anna Bulgaresi - è che questo progetto possa essere implementato e servire anche da modello per gli altri Comune dell'isola». (l.c.)

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