Sicurezza
Procura e gip dicono no Bonino resta in carcere
L’avvocato Barghini: «Fausta è provata e disperata, faremo ricorso al Riesame» A Villamarina proseguono gli accertamenti della commissione regionale
PIOMBINO. Fausta Bonino è provata, disperata, ma deve restare in carcere. Lo ha deciso ieri sera il gip Antonio Pirato, respingendo la richiesta di arresti domiciliari avanzata dall’avvocato difensore Cesarina Barghini. Come avevamo previsto il giudice, mancando elementi nuovi rispetto all’ordinanza di custodia cautelare da lui stesso firmata, ha confermato la misura cautelare soprattutto per non correre il rischio di un inquinamento probatorio da parte dell’infermiera, accusata di aver ucciso tredici pazienti dal gennaio 2014 al settembre 2015 nel reparto di rianimazione, attraverso dosi massicce di un anticoagulante (eparina).
In mattinata il sostituto Massimo Mannucci aveva già comunicato il parere negativo alla scarcerazione dell’infermiera e subito dopo l’avvocato Barghini aveva avuto un colloquio col procuratore capo Ettore Squillace Greco, nella sua stanza, ribadendo che «non c’è alcuna certezza della colpevolezza della mia assistita».
Uscendo dall’ufficio di Greco, Barghini era andata in carcere a Pisa a parlare con l’infermiera: «E’ molto provata, ripete di essere innocente, ci chiede di fare tutto il possibile per tirarla fuori da questa situazione».
Il gip aveva tempo per decidere entro sabato. Lo ha fatto subito, ieri sera. L’avvocato preannuncia di ricorrere al Tribunale del riesame: «Sottolineeremo il carattere di urgenza del ricorso, metteremo in evidenza i motivi medico-scientifici per cui non si può continuare a tenere in carcere la mia assistita».
Intanto la Procura e i carabinieri del Nas hanno varato per questi giorni un intenso programma di interrogatori a numerosi familiari dei 13 pazienti, che devono essere sentiti come persone informate sui fatti. I parenti sono convocati, a turno, negli uffici della polizia giudiziaria. Stamani dovrebbero essere verbalizzate le deposizioni di parenti di vittime che abitavano nel comune di Piombino, poi toccherà a quelli che abitavano all’Elba, Castagneto, Rosignano.
La Procura ha disposto anche il sequestro delle cartelle cliniche, già acquisite in copia nelle indagini, e nominato un perito medico legale per la loro valutazione. In base all’esito di questa perizia, potrebbe essere disposta la riesumazione di otto corpi.
Parallelamente, ieri a Villamarina la Commissione di valutazione del rischio clinico ha avviato gli accertamenti interni disposti dall’assessore regionale Stefania Saccardi. Una decina di esperti tra anestesisti, rianimatori, ematologi, professori universitari, medici legali e specialisti in stress da lavoro correlato si sono divisi i compiti. Una parte di essi ha visionato le cartelle cliniche dei tredici pazienti in questione. Un’altra parte ha proceduto con i colloqui individuali. Sono stati sentiti, tra gli altri, il direttore sanitario Irio Galli, il primario di rianimazione Michele Casalis e l’ematologo del laboratorio analisi, Fabio Pini.
La commissione è incaricata di approfondire molti aspetti di questa vicenda, a cominciare dalle eventuali problematiche organizzative del reparto come il numero di medici e infermieri, ma anche l’autonomia di questi ultimi e le procedure di sicurezza. Nello specifico, la gestione delle segnalazioni. Perché ce n’è una in particolare sulla quale va fatta assoluta chiarezza: quella di due anni fa, partita dal laboratorio di analisi all’indomani della morte del primo paziente della lista (19 gennaio 2014). Una segnalazione fatta a voce all’allora primario Massimo Tanteri (che con ogni probabilità verrà sentito nei prossimi giorni), ma non raccolta. Bisogna aspettare un anno, il gennaio 2015, perché il dottor Pini e il nuovo primario Casalis formalizzino la richiesta al direttore Galli dopo un altro caso di morte sospetta. Da qui gli accertamenti nei laboratori di Careggi, i responsi, le indagini dei carabinieri, i sospetti su un farmaco e su un’infermiera. Poi altri morti, altre indagini, fino all’arresto della donna.
Oggi all’ospedale continueranno i colloqui. Poi la prima parte del lavoro dovrebbe essere conclusa. La commissione dovrà produrre entro 15 giorni una relazione preliminare.
Sempre a Villamarina si attende inoltre l’arrivo degli ispettori incaricati dal ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin.
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