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Infermiera, dalla Procura parere negativo alla scarcerazione
Ribaditi i pericoli di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato
LIVORNO. Per la Procura di Livorno Fausta Bonino, l'infermiera di 55 anni accusata di aver ucciso 13 pazienti all'ospedale di Villamarina di Piombino tra il gennaio 2014 e il settembre dell'anno successivo, deve restare nel carcere Don Bosco di Pisa.
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A distanza di due giorni dall'interrogatorio di garanzia al temine del quale l'avvocato Cesarina Barghini aveva chiesto al giudice gli arresti domiciliari per la sua cliente, nella mattinata di mercoledì 6 aprile il pubblico ministero Massimo Mannucci ha sciolto la riserva oppenenedosi, come già era nell'aria, alla scarcerazione dell'infermiera.
Il gip di Livorno Antonio Pirato si era riservato sulla decisione anche perché aspettava il parere del pm.
Nella pagina che è stata consegnata alla segreteria del gip, il pm ha elencato i motivi per i quali la donna deve, a suo avviso, restare nel carcere di Pisa dove è arrivata giovedì scorso. Adesso l'ultima parola spetta al giudice, il termine per sciogliere la riserva è fissato per sabato.
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