Italia
Il gip respinge la richiesta, l'infermiera resta in carcere
Piombino: "Tiratemi fuori di qui, non sono stata io" aveva detto Fausta Bonino alla sua legale, Cesarina Barghini
PIOMBINO. Il gip di Livorno Antonio Pirato ha deciso nella serata di maercoledì 6 che l'infermiera Fausta Bonino deve restare in carcere, respingendo la richiesta di scarcerazione e, in subordine, di arresti domiciliari, fatta dalla difesa.
Il gip, mancando elementi nuovi rispetto all'ordinanza di custodia cautelare, ha così confermato l'arresto. È quanto si apprende dal difensore dell'infermiera, avvocato Cesarina Barghini, che ha annunciato di presentare ricorso al tribunale del riesame di Firenze contro la decisione del gip.
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Nella mattinata del 6 il pm Massimo Mannucci aveva sciolto la riserva opponenedosi, come già era nell'aria, alla scarcerazione dell'infermiera. "Tiratemi fuori dal carcere, non sono stata io": così Fausta Bonino aveva detto al suo avvocato, Cesarina Barghini, che l'ha incontrata nel pomeriggio nel penitenziario di Pisa.
Il difensore era andato dalla sua assistita dopo aver incontrato il procuratore di Livorno Ettore Squillace Greco, ma prima di essere a conoscenza della decisione del gip, notificata nel pomeriggio del 6, di confermare il carcere e respingere la richiesta di domiciliari.
"La mia assistita è innocente ed è molto provata", ha riferito l'avvocato Barghini "e ci chiede di fare tutto il possibile per tirarla fuori da questa situazione"
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