Il Tirreno

Dodici famiglie nelle case popolari senza acqua calda

di Francesco Rossi

I condomini di via Rossellini 1 e 3 si sentono trascurati «Caldaia rotta, bollette incerte. Ma ora c’è l’avvocato»

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VENTURINA. Problemi con l’acqua calda alle case popolari di via Rossellini 1 e 3. Sono 12 le famiglie interessate, con anziani e bambini. Il giorno esatto della rottura della caldaia non è specificato, ma che di rottura si tratti sarebbe stato certificato informalmente dal tecnico Casalp, sul posto per spegnere il riscaldamento condominiale. «Siamo senz’acqua calda, l’ hanno constatato per Casalp, eppure nessuno ha fretta di rimediare – lamentano i condomini – Il tecnico ci ha detto che avrebbe provveduto subito, ma da giorni non si vede nessuno».

Inquieta non riuscire a sollecitare. «Abbiamo provato a chiamare Casalp – aggiungono i residenti – ma il numero era sempre occupato. Poi, nel primo pomeriggio, la persona all’altro capo del telefono, senza troppe formalità, ci ha detto che ormai il suo turno di lavoro era terminato e che dovevamo aspettare fino a lunedì. Dopotutto ci ha detto che la mancanza di acqua calda è cosa minore rispetto alla mancanza totale di acqua».

Senso di trascuratezza, insomma. « La caldaia si rompe con regolarità, ogni 2-3 mesi – ricordano – Non avendo la cannella sui terrazzi, usiamo la lavanderia al pian terreno, che è umida, anche se l’abbiamo ritinta. Poi? Il 31 di dicembre 2015 abbiamo ricevuto un conguaglio del 2012, il che ha significato pagare 700-800 euro a famiglia, conguaglio che tra gli altri scadeva proprio il giorno in cui l’abbiamo ricevuto». I condomini sostengono che l’invio di bollette non è mai accompagnato da una descrizione completa dei consumi effettuati e del relativo debito, per cui regnerebbe una sorta d’incertezza riguardo al debito ed a quanto necessario per saldarlo. «Per esempio – sostengono gli abitanti di via Rossellini – recentemente abbiamo dovuto pagare 20 euro per la dolcificazione dell’acqua, quando a noi risulta che questa spesa fosse già stata saldata». Per le spese per acqua, gas e costi condominiali, l’importo si aggirerebbe sugli 85 euro per gli appartamenti più grandi, sui 75 per quelli più piccoli. L’ammontare dell’affitto sarebbe invece determinato da quanto indicato nel Cud, che ogni famiglia deve presentare ogni 2 anni, ed è quindi collegato a quanto i componenti lavorino durante l’anno. Il gas che rientra nelle spese condominiali è però solo quello per riscaldarsi, perché quello per cucinare è pagato a parte in base al contatore. Tutto questo insieme di insoddisfazioni ha indotto i condomini – sia del n.1 che del n.3 (con l’eccezione di una famiglia) di via Rossellini – a compiere una scelta ben precisa: «Per tutti i problemi legati alle bollette ed ai costi vari abbiamo deciso di rivolgerci all’avvocato messoci a disposizione dal Movimento dei consumatori. Speriamo ora di ricevere la dovuta attenzione» concludono.

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