Sicurezza
All’asta la Villa Pons de l’Herault
Rio Marina: il Demanio venderà l’edificio dove soggiornò Napoleone durante la visita alle miniere
RIO MARINA. Ora è ufficiale. La casa del delegato di Rio Marina, conosciuta anche come Villa di André Pons de l’Herault sarà messa in vendita dall’Agenzia del Demanio, tramite un’asta pubblica . Non si è concretizzata, infatti, la possibilità di prelazione da parte dell’amministrazione comunale che nei mesi scorsi aveva valutato concretamente la possibilità di acquisto del caseggiato di indubbio valore storico per il paese, ma da tanti anni abbandonato al degrado e all’abbandono. La casa del delegato, infatti, non è un palazzo qualsiasi per Rio Marina: situato a pochi metri dalla sede del Parco minerario di Rio Marina, si sviluppa su due livelli, dispone di un ampio giardino esterno sul retro e di un ulteriore volume relativo alla dimora del custode quando il palazzo aveva una funzione governativa. È stata abitata da André Pons de l’Herault (nato nel 1772 e morto nel 1853), amministatore delle minere di Rio Marina. Fu lui ad aver accompagnato Napoleone Bonaparte nella visita che l’Imperatore fece al compendio minerario: probabilmente Bonaparte soggiornò proprio nel palazzo che il Demanio intende alienare nel prossimo futuro.
Sì alla vendita. La conferma della volontà da parte dell’Agenzia del Demanio di voler alienare l’edificio storico si è avuta in questi giorni, con la lettera inviata da parte del Ministero dei beni e delle attività vulturali all’Agenzia del Demanio, alla Soprintendenza e per conoscenza al Comune di Rio Marina. Il Mibact, con la missiva, ha dato l’autorizzazione alle procedure di alienazione dell’immobile. Nei mesi scorsi il Comune di Rio Marina aveva pensato di chiedere al Demanio una prelazione sull’immobile e aveva valutato l’acquisto del palazzo, per una cifra di circa 300-350mila euro. Una cifra importante per il Comune che, tra le varie ipotesi, aveva persino pensato di trasferire in quell’edificio la sede del Comune. Ma il nodo dell’Agenzia del Demanio a un pagamento dilazionato e al tempo stesso la portata dell’investimento richiesto (il prezzo di acquisto è solo una parte minima di quanto si dovrà spendere per restaurare e riqualificare l’immobile) hanno spento sul nascere l’iniziativa dell’amministrazione. L’edificio storico sarà dunque messo all’asta. «A questo punto – ha spiegato il vice sindaco Giovanni Muti – che sia un privato o un ente pubblico è fondamentale che l’edificio si tolto al degrado, anche perché per le condizioni in cui versa sta diventando pericoloso».
Non sarà comunque facile per l’Agenzia del Demanio riuscire a piazzare l’immobile storico di Rio Marina. Se la posizione centrale e gli ampi volumi sono allettanti per un privato, i numerosi vincoli della Soprintendenza e i problemi di accessibilità dell’immobile (anche nell’ottica dei lavori di riqualificazione) sono degli handicap concreti. A questo si aggiunge l’ingente portata dell’investimento (pari ad alcuni milioni di euro) richiesta per poter rimettere a nuovo il palazzo provato dal peso della storia e, soprattutto, dell’abbandono.
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