Gioco
Meno entrate dalla tassa di soggiorno
Incassati 93 mila euro contro i 120 mila previsti, la giunta di Campiglia esclude un aumento delle tariffe per i pernottamenti
CAMPIGLIA. E’ di 93.500 euro l’introito della tassa di soggiorno relativa al 2015. «Ma quest’anno contiamo di incassarne un po’ in più, vista anche la Pasqua “anticipata”» spiega l’assessore al bilancio Viola Ferroni, che commenta inoltre con soddisfazione la presenza di turisti e vacanzieri che hanno scelto Campiglia per trascorrere le festività pasquali. «Osservando parcheggi e traffico – conferma – il paese brulicava di gente, meno stranieri e più italiani. E ci uniamo alla soddisfazione della Parchi che ha registrato un notevole incremento di presenze sul territorio. Il nostro impegno come amministrazione è di continuare a promuovere le nostre risorse, e cercare anche di intercettare gruppi organizzati di visitatori per incrementare il turismo, a beneficio delle attività ricettive e commerciali locali».
Tornando alla tassa di soggiorno, in vigore nel periodo che va dal 20 marzo al 31 ottobre, l’incasso dello scorso anno si è rivelato inferiore alle previsioni: 26.500 euro meno di quanto stimato nel bilancio di previsione 2015, ovvero i 120mila euro incassati nel 2014. Un calo eloquente, ma non sovrapponibile a un calo di presenze, spiega Ferroni, visto che la tassa indica le modalità di soggiorno scelte dai visitatori.
«In generale – chiarisce l’assessore – c’è da dire che le cifre allocate nel bilancio di previsione sono soggette a verifica, che si ha col bilancio consuntivo. Quindi, più semplicemente, avevamo previsto e speravamo di incassare di più. I motivi per cui nel 2015 abbiamo incassato meno del 2014 possono essere essenzialmente tre: meno presenze per periodi di tempo maggiori di un giorno, forme di pernottamento in modalità che non prevedono il pagamento dell'imposta, e teoricamente possono esserci forme di elusione o evasione che ovviamente noi non conosciamo altrimenti saremmo intervenuti».
L’introito della tassa dipende quindi dai tempi di permanenza, dalle esenzioni, dalla concentrazione di turisti in strutture che pagano meno di tassa, come ad esempio in campeggi rispetto ad alberghi e residence. Senza dimenticare la possibilità, sempre più diffusa, di prendere in affitto una casa, per cui la tassa di soggiorno non c’è. Le tariffe (deliberate dalla giunta) a carico delle persone che pernottano sul territorio comunale sono rimaste invariate rispetto agli ultimi anni, e si differenziano a seconda delle strutture ricettive ospitanti, ovvero 50 centesimi in ostelli e campeggi, 1 euro per tutti gli altri tipi, e 1,50 euro in alberghi 4 stelle e oltre, per persona e per ogni pernottamento. Sono esenti dal pagamento i minori sotto i 12 anni; i familiari di soggetti ricoverati in strutture ospedaliere e che hanno la necessità, per garantire assistenza, di soggiornare in strutture ricettive; coloro che lavorano presso qualsiasi struttura ricettiva; chi alloggia in strutture ricettive a seguito di provvedimenti adottati da autorità pubbliche, per fronteggiare situazioni di emergenza conseguenti a eventi calamitosi o di natura straordinaria o per finalità di soccorso umanitario; le gite scolastiche.
«Abbiamo deciso di non ritoccare le tariffe – sottolinea Ferroni - perché il turismo ha bisogno di un supporto nello sviluppo del proprio potenziale, e, finché ci saranno le condizioni, ritengo sia preferibile non aumentare. Senza dimenticare, tra l’altro, la particolare congiuntura economica del nostro territorio che deve essere fronteggiata».
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